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Sono le 5 del mattino quando, dalla parte esterna della corte del castello Baronale Giannangeli, sito in piazza della Repubblica a Sant’Antimo (Napoli), una condomina allertata da alcuni rumori sospetti, avvisa i Carabinieri della locale Stazione.

L’intervento tempestivo dei Carabinieri della Tenenza di Sant’Antimo

I Carabinieri in servizio di prevenzione sul territorio, nell’ambito dei servizi notturni disposti dal Comando Provinciale di Napoli, in pochi minuti e senza attivare le sirene, giungono in piazza della Repubblica, dove notano il portone del castello Giannangeli, stranamente aperto e forzato.

All’interno della corte i due Carabinieri, tra le mille difficoltà del buio e la fitta vegetazione del giardino, hanno subito notato che anche il portoncino interno, che conduce al primo piano, era scassinato.

I tre ladri, di etnia rom, alla vista dei Carabinieri, si sono dati alla fuga: due scavalcando il muro di cinta hanno fatto perdere le loro tracce e tutt’ora sono ricercati; il terzo Deni Duric, diciannovenne, già noto alle Forze dell’Ordine, che nel frattempo si era nascosto su un albero del giardino, è stato tratto in arresto.

I Carabinieri, una volta ammanettato il giovane rom, hanno verificato che oltre alla serratura danneggiata al piano terra, i malfattori avevano già scassinato la porta di casa dei Giannangeli, al primo piano.

Sul posto gli uomini dell’Arma, hanno ritrovato un “piede di porco” e altri attrezzi utilizzati per lo scasso. Accanto al muro di cinta sono stati rinvenuti due berretti. Sono scattate le indagini, non solo per accertare l’identità dei complici del “topo”, che è stato posto agli arresti domiciliari ed è in attesa di giudizio, ma anche per capire come mai i ladri avessero preso di mira il palazzo Giannangeli. Erano forse stati “informati” che i proprietari erano partiti per le vacanze solo un paio di giorni prima?

 

Fiorella Amadio