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La maggior parte dei napoletani, presi dalla grande devozione per San Gennaro, forse ignorano che il primo vescovo della comunità cristiana di Napoli fu Sant’Aspreno

Della sua vita non si sa niente di certo, ma un’antichissima  leggenda narra che San Pietro fondata la Chiesa d’Antiochia, dirigendosi verso Roma con alcuni discepoli, passò per Napoli, dove incontrò una vecchia ammalata (probabilmente S. Candida la Vecchia) che promise di convertirsi alla nuova fede se fosse stata guarita.

Appena guarì, la donna gli raccomandò il suo amico Aspreno gravemente ammalato. Così Pietro salvò anche lui dalla malattia e lo battezzò.
Quando Piero decise di riprendere il viaggio verso Roma consacrò Aspreno vescovo, cosicché egli restò a capo della chiesa di Napoli per ben 23 anni, durante i quali acquisì la fama di guaritore.

San Pietro con Santa Candida e Sant’Aspreno

Ma cosa c’entra Sant’Aspreno con l’emicrania?

La storia vuole che alla fine dell’Ottocento, quando si decise di radere al suolo tutta l’area dei vicoli nei pressi del porto e costruire un quartiere urbanisticamente ottimizzato, a farne le spese dovesse essere pure la piccola cappella di Sant’Aspreno al Porto. Il progetto prevedeva che proprio al suo posto dovesse essere costruito il nuovo palazzo della Borsa.
Fu solo grazie all’interessamento di Ferdinando Colonna di Stigliano che nel 1892 il consiglio comunale deliberò sulla questione, stabilendo che la nuova strada venisse ristretta per preservare la cappella e che quest’ultima venisse inglobata nel costruendo palazzo.

Chiesa di Sant’Aspreno al Porto

Per comprendere l’importanza di questa piccola chiesa nascosta nei tanti vicoli del porto di Napoli bisogna scendere nell’ipogeo di questa cappella. Infatti la tradizione vuole che questa “grotta” altro non fosse che la casa del Santo.
In realtà si tratta di quello che in origine doveva essere parte di un ben più ampio e ricco stabilimento termale.

Qui, sulla scorta della tradizione, fu costruito un altare rupestre alla cui base vi era una foro nel quale i fedeli inserivano la testa, dopo essersi rasati i capelli a zero, per essere guariti dall’emicrania. Questa particolare capacità del santo di guarire dal mal di testa è variamente attribuita, anche dal fatto di essere stato decapitato per la sua fede, o al suo modo di fare penitenza, mettendo una pietra sulla testa.

Ipogeo Chiesa di Sant’Aspreno al Porto

Sant’Aspreno e l’Aspirina

Un’ altra leggenda popolare napoletana narra che Felix Hoffmann, un giovane chimico della Bayer, la nota azienda farmaceutica tedesca, inventore dell’Acido acetilsalicilico, dopo essere venuto a Napoli per una vacanza e aver sentito parlare di questo santo che aveva questo potere curativo per i mal di testa decise di chiamare la sua scoperta Aspirina in onore di Sant’Aspreno.
Infondo quale che sia l’origine di questa storia e la sua veridicità poco ci interessa, sta di fatto che consiglio a tutti di farsi  una passeggiata alla cappella di Sant’Aspreno al Porto, sopratutto se affetti da  improvvise e quanto mai dolorose emicranie, non potrà far male e chissà che il Santo non ripeta uno dei suoi miracoli.
E se proprio non dovesse accadere nulla resta sempre l‘Aspirina!