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Poco si conosce della vita di San Policarpo, si sa che in gioventù si converti al Cristianesimo

Ebbe la fortuna di essere istruito dagli Apostoli ed in special modo da San Giovanni Evangelista che lo ordinò vescovo della Chiesa di Smirne verso l’anno 96, e fu primate di tutta l’Asia.

Divenne uno dei più autorevoli e stimati vescovi del suo tempo, tanto che nel 154 fu scelto come rappresentante della Chiesa d’Asia e inviato a Roma a discutere con papa Aniceto la questione della data di celebrazione della Pasqua.

San Policarpo si dimostrò anche un fedele incrollabile nonostante venisse messo costantemente sotto pressione dal forte potere dei Romani con gli Imperatori che cercarono in tutti i modi possibili ed immaginabili di contrastare l’ascesa della religione cristiana.

Sotto l’impero di Antonino Pio e per l’esattezza nell’anno 154, venne arrestato dalle autorità romane presenti nella propria città in quanto non volle sottostare allo stesso imperatore. San Policarpo piuttosto che effettuare una serie di sacrifici in onore dell’imperatore, preferì l’essere condannato a morte.

L’imperatore lo condannò ad essere arso vivo ma accadde qualcosa di incredibile. San Policarpo doveva essere arso vivo nell’arena di Smirne ma tra la meraviglia dei presenti, le fiamme non riuscivano a consumare il suo corpo.

Notando come la situazione diventasse sempre più incredibile, uno dei soldati presenti decise, dietro ordine del comandante, di porre fine alla vita di San Policarpo con una pugnalata all’altezza del cuore.
La morte avvenne il 23 febbraio 155.

 

 

 

A Napoli si dice: “Dicette ‘o miedeco ‘e Chianura: Chesta cca’ è ‘a ricetta, e ca ‘o Signore t’ ‘a manna bbona! “.
Disse il medico di Pianura: Questa è la ricetta, e che il Signore te la mandi buona!

 

 

 

 

Riflessione del giorno:

Un medico coscienzioso deve morire con il malato, se non possono guarire assieme.
(Eugène Ionesco).

 

 

 

Casimiro Todicchio