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Discendente da un ramo dei Corradini, Eriberto nacque attorno al 970

Nel 997 entrò nella scuola cattedrale di Worms, e da lì, dopo alcuni anni, passò nel monastero riformatore di Gorze. Cancelliere di Ottone III per l’Italia nel 994, e per la Germania nel 998, venne eletto arcivescovo di Colonia nel 999, mentre si trovava a Benevento a fianco dell’imperatore.

Umile e affabile, il vescovo di Colonia guidò la diocesi con dolcezza e zelo, consolando e confortando i suoi fedeli in anni segnati da rivolgimenti e terrore.
Egli, per penitenza, portava sempre il cilicio, ma non approvava che il terrore ispirasse nei suoi fedeli forme aspre di sacrificio e penitenza.

Nonostante l’impegno di cancelliere presso Ottone III, Eriberto si sentiva profondamente pastore e padre, sempre proteso a soccorrere miserie morali e materiali.

Mentre avrebbe potuto vivere tranquillo nella reggia imperiale, si fece obbligo di visitare la propria diocesi, portando serenità e ispirando generosità e spirito evangelico, e proprio durante una di queste visite pastorali morì, a Deutz, il 16 marzo 1021. Fu sepolto nel monastero di Gorze.

 

 

 

A Napoli si dice: “Giacchino mettette ‘a legge e Giacchino fuje ‘mpiso”.
Gioacchino dettò la legge ed egli stesso fu impiccato.

 

 

 

Riflessione del giorno:

Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio.
(William Shakespeare)

 

 

Casimiro Todicchio