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San Giacomo, Vescovo e Confessore, si mostrò incline alla vita ascetica fin dai suoi primi anni

San Giacomo lasciò il mondo ed entrò nel monastero di Studion, dove divenne discepolo di san Teodoro Studita. Con grande fede e molto zelo si dedicò alla santificazione attraverso l’austerità e il digiuno. Pio e gran conoscitore della Scrittura, San Giacomo venne elevato al trono episcopale di Catania.

Durante il regno dell’imperatore iconoclasta Costantino V Copronimo (741-775), San Giacomo fu sollecitato ripetutamente a non venerare le sacre icone. Lo hanno logorato in carcere, lo hanno affamato e picchiato, ma sopportò coraggiosamente tutti questi tormenti.
San Giacomo morì in esilio.

 

 

 

A Napoli si dice: “È gghjuta ‘a pazziella mman’ ‘e ccriature”.      
È finito il giocattolo in mano ai bambini.

 

 

 

 

Riflessione del giorno:

Niente quanto il gioco esige attenzione, intelligenza, resistenza nervosa.
(Roger Caillois)

 

 

 

 

Casimiro Todicchio