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Pelagio era originario della Siria. Sposatosi molto giovane, decide con la sposa di vivere una vita di perfetta castità

Proprio per la sua vita esemplare i cristiani di Laodícea, nel 360, lo scelgono quale vescovo della città ed egli riceve la consacrazione episcopale dalle mani di Acacio di Cesarea di Palestina.

Partecipa al concilio di Antiochia (363), dove è ardente difensore della fede nicena contro gli Ariani e firma la professione di fede in cui è incluso il termine ‘consustanziale’.

Avendo l’imperatore Valente aderito all’eresia ariana, i vescovi ortodossi vengono privati delle loro sedi e Pelagio viene esiliato in Arabia. Potrà farvi ritorno solo dopo la morte di Valente, nel 378.

Nel 381 partecipa anche al secondo concilio ecumenico di Costantinopoli. Non conosciamo la data della morte di Pelagio. La sua memoria è introdotta nel Martirologio Romano alla data, arbitrariamente scelta, del 25 marzo.

 

 

 

A Napoli si dice: “Guaie e maccarune se magnano caude”.
I guai devono essere affrontati subito.

 

 

 

 

 

Riflessione del giorno:

I piccoli infortuni che ci tormentano a ogni ora si possono considerare destinati a tenerci in esercizio, affinché nella fortuna non si afflosci del tutto la forza di sopportare i guai grossi.
(Arthur Schopenhauer)

 

 

 

Casimiro Todicchio