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Francesco nacque a Paola il 27 marzo 1416. Il nome venne dato al bambino in onore di San Francesco d’Assisi

Fin da piccolo Francesco fu particolarmente attratto dalla pratica religiosa, denotando umiltà e docilità all’obbedienza. All’età di tredici entrò nel convento francescano di San Marco Argentano e vi rimase per un anno.

Rientrato a Paola, dopo un periodo di pellegrinaggio alla scoperta di altri monasteri, iniziò un periodo di vita eremitica. Nel 1435, altri si associarono a questa esperienza, riconoscendolo come guida spirituale.

Con i suoi compagni, costruì una cappella e tre dormitori, dando di fatto inizio all’esperienza, tuttora in corso, dell’Ordine dei Minimi. Il 17 maggio 1474, Papa Sisto IV riconosceva ufficialmente il nuovo ordine con la denominazione: Congregazione eremitica paolana di San Francesco d’Assisi.

Il riconoscimento della regola di estrema austerità venne invece con Papa Alessandro VI, in concomitanza col mutamento del nome in quello, ancora attuale, di Ordine dei Minimi.

La notizia delle sue doti di santità e taumaturgia raggiunse anche la Francia, tramite i mercanti napoletani, arrivando nel 1482 al re Luigi XI il quale, ammalatosi gravemente, lo mandò a chiamare chiedendogli di visitarlo.

Il 2 febbraio 1483 Francesco lasciò la Calabria alla volta della Francia. L’eremita non lo guarì dal male, ma la sua azione portò a un miglioramento dei rapporti tra la Francia e il Pontefice.

Francesco visse in Francia circa venticinque anni e seppe farsi apprezzare dal popolo semplice come dai dotti della Sorbona. Dopo aver trascorso gli ultimi anni in serena solitudine, morì in Francia a Plessis lez Tours il 2 aprile 1507 a 91 anni.

San Francesco di Paola fu canonizzato il 1º maggio 1519, a soli dodici anni dalla sua morte, durante il pontificato di Papa Leone X.

Nel 1990 L’UNICEF proclamò San Francesco di Paola “Ambasciatore dei bambini e dei giovani di tutta la Calabria”. È stato patrono del Regno delle Due Sicilie ed è compatrono della città di Napoli. È inoltre il patrono principale della Calabria.

 

 

 

A Napoli si dice: “Levamme ‘a frasca ‘a miezo“.
Togliamo questo tema dalla discussione.

 

 

 

Riflessione del giorno:

I miei genitori hanno avuto una sola discussione in quarantacinque anni. È durata quarantatré anni
(Cathy Ladman)

Casimiro Todicchio