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Sant’Agnese nacque a Gracciano Vecchio di Montepulciano sulle rive del lago Trasimeno. All’età di nove anni entrò fra le domenicane del monastero del Sacco

Una grande pietà contraddistinse immediatamente la sua vita, che il Signore arricchì di doni particolari, operando attraverso di lei prodigi e segni straordinari.

A soli 15 anni fu inviata a Proceno, un piccolo paese nella diocesi di Acquapendente (Viterbo), ad erigervi un monastero e ne fu eletta superiora.
La sua fama si diffuse ben presto tra il popolo per i prodigi e i doni che fiorivano intorno a lei.

Numerose e insistenti delegazioni da parte dei suoi concittadini la reclamarono a Montepulciano, per fondarvi un monastero, e Agnese, riconoscendovi un’indicazione del Signore, ritornò nella sua terra, dove diede inizio ad un nuovo monastero dedicato alla Madonna con il titolo di Santa Maria Novella.

Qui ella fu scelta come prima abbadessa e qui rimase fino alla morte avvenuta il 20 aprile 1317.

La vita di Sant’Agnese, nonostante i doni straordinari ricevuti da Dio e i prodigi operati, famoso quello della manna che ricoprì l’altare alla presenza del vescovo, restò sempre custodita in una grande semplicità e umiltà, e sostenuta da un’intensa pietà verso la Vergine e il Signore Gesù.

Santa Caterina da Siena la chiama “Madre nostra, Agnese gloriosa”, ne tratteggia la figura affermando che “la carità continuamente ardeva nel cuor suo” e invita a imitarne la vita perché sempre “dié dottrina ed esempio di vera umiltà”.

Benedetto XIII nel 1726 la iscrisse nell’albo dei Santi.

 

 

 

A Napoli si dice: “Maronna mia, nun fa murì a Nerone”.
Madonna mia, non far morire Nerone! (Potrebbe essere sostituito da uno peggiore).

 

 

 

Riflessione del giorno:

Prima di parlare domandati se ciò che dirai corrisponde a verità, se non provoca male a qualcuno, se è utile, ed infine se vale la pena turbare il silenzio per ciò che vuoi dire.
(Buddha)

 

 

Casimiro Todicchio