Scatta l’Operazione Eclissi: è la fine dell’impero del ‘pezzotto’?
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L’Operazione Eclissi ha smantellato un vero e proprio impero: ora gli utilizzatori del ‘pezzotto’ rischiano multe e carcere

L’utilizzo dello streaming illegale per la visione di canali TV a pagamento, altrimenti detto ‘pezzotto’ a Napoli e dintorni, è una malsana abitudine che negli ultimi anni, complice anche il continuo aumento dei prezzi e il diversificarsi dell’offerta, ha preso sempre più piede. L’Operazione Eclissi scattata ieri sembra però aver assestato un duro colpo ai gestori del servizio, mentre a rischiare in un secondo momento saranno anche gli utenti che ne usufruiscono.

IPTV illegale: cosa rischiano gli utenti?

L’operazione che ha portato allo smantellamento di quello che assume sempre più le sembianze di una costola piuttosto consistente di un vero impero criminale è stata portata avanti dalle polizie di Francia, Germania, Paesi Bassi, Bulgaria e Grecia e segue di pochi giorni quella conclusa dalla Guardia di Finanza con la chiusura di ben 114 siti illegali dediti allo streaming di calcio, film e serie TV.

Si parla di numeri davvero impressionanti: le stime dei ricavi relativi al solo mercato italiano parlano, ad esempio, di qualcosa come due milioni di euro al mese. Numeri da far girare la testa ma che ora i gestori di tali traffici pagheranno in maniera decisamente salata, e non soltanto loro.

A rischiare grosso sono infatti anche gli utenti: tramite le carte utilizzate per il pagamento sarà infatti decisamente facile risalire ai nomi di chi ha fino a pochi giorni fa usufruito del servizio, e le pene previste sono tutt’altro che morbide. Si parla, infatti, di multe fino a venticinquemila euro e addirittura di detenzione fino a tre anni.

Parole dure al riguardo sono state espresse dal presidente della Lega Calcio Gaetano Miccichè, che ha parlato della pirateria come di un vero e proprio fenomeno malavitoso in piena regola capace di sottrarre al solo mondo del calcio qualcosa come un miliardo di euro di ricavi. Secondo Miccichè, inoltre, siamo soltanto all’inizio di una serie di operazioni tese a debellare in via definitiva il fenomeno.

Il ‘pezzotto’ come campanello d’allarme

La diffusione di un fenomeno simile, comunque, deve assolutamente far scattare delle riflessioni in merito. L’accesso ad un servizio illegale non sarà mai qualcosa di giustificabile, ma le enormi proporzioni del fenomeno dovrebbero portare ad aprire un discorso sui sistemi da attuare per prevenire tutto ciò.

Se da un lato è infatti sacrosanto l’atteggiamento repressivo nei confronti di chi gestisce e usufruisce di simili sistemi, è necessario forse dall’altro lato attuare una politica di costi che possano risultare più facilmente accessibili ai tifosi, visto che proprio il calcio ancora non beneficia di piattaforme streaming dai costi effettivamente ridotti come, ad esempio, avviene per il cinema e le serie TV con le varie Netflix, Amazon Prime Video, Hulu eccetera.

Un ripensamento delle tipologie di abbonamento potrebbe dunque essere, nei limiti del possibile, il modo giusto per prevenire la nascita di nuovi e deprecabili fenomeni come quello dell’IPTV illegale. Chissà che la clamorosa vittoria riportata dalle forze dell’ordine non possa dare il via ad un cambiamento radicale di cui il mondo della TV a pagamento sembrerebbe davvero aver bisogno.