WhatsApp sciopera
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Contro gli scandali di Cambridge Analytica si scagliano anche le piattaforme WhatsApp ed Instagram, sciopero e blocco di 24 ore previsto entro il mese di aprile.

In un’era sempre più digitalizzata anche le modalità  di sciopero ed opposizione cambiano.

Ed è cosi, che WhatsApp e Instagram decidono di unirsi, per la prima volta e a loro modo, in concreta protesta per le recenti vicissitudini racchiuse nella fatidica e gravosa dicitura di Cambridge Analytica.

Manca poco al Faceblock di 24 ore, cosa succederà a Whatsapp e ad Instagram?

In una sorta di poetica variazione di un famoso motto; el social unido jamás será vencido”, tradotto, il social unito non sarà mai sconfitto, WhatsApp ed Instagram decidono, dunque, di attivarsi e di bloccare l’operatività delle proprie piattaforme per ben 24 ore.

Lo sciopero, denominato Faceblock, sottolinea già col suo appellativo, tra l’altro abbastanza intuitivo, gli obiettivi e gli intenti di un’azione volta a sottolineare il disappunto per quanto accaduto e la necessità di intervento.

Perché un blocco di 24 ore?

La notizia dello sciopero dei software scaricabili Instagram e WhatsApp, pur sapendo vagamente di rumors o di bufaletta virale da web rivela, in realtà, ben più solide intenzioni.

Una presunta data ufficiale è, infatti, già trapelata e pare che debba coincidere proprio con l’intervento in parlamento statunitense di papà Facebook Mark Zuckerberg.

La protesta dei due tra i più grandi colossi del mondo social si scaglia, dunque, contro il furto di dati appartenenti a circa 87 milioni di americani e tra cui, purtroppo, spiccano anche 200 mila contatti nostrani.

L’obiettivo, secondo le due importanti realtà social, è quello di sensibilizzare sia  la necessità di protezione e controllo dei dati personali sia la necessità di un vero e proprio cambio di rotta circa l’impiego delle informazioni contenute nelle nuove piattaforme di comunicazione.

Dunque vediamo, a quando il temuto blocco di 24 ore per WhatsApp ed Instagram?

Faceblock è previsto in concomitanza dell’intervento in parlamento di Mark Zuckerberg, vale a dire, per il giorno 11 aprile e molti sono già i provvedimenti a riguardo.

Tra l’altro è risaputo, i blocchi di pochi minuti e i rari crash di applicazione hanno spesso gettato la popolazione in un panico paradossale in grado di innescare un tale senso di impossibilità comunicativa da far dimenticare di poter veicolare le proprie informazioni ugualmente tramite i cari, vecchi e consolidati sms.

Buona notizia, tuttavia, per gli ansiosi e per gli  smartphone-dipendenti!

Il blocco non sarà invasivo ma, assolutamente, facoltativo! Saranno le persone, infatti, a scegliere di non utilizzare le suddette piattaforme evitandone l’accesso per le 24 ore previste.

Buona notizia, dunque, o forse no? chi aderirà alla ribelle iniziativa considerati i precedenti e le finte problematiche che ne conseguono?

Non possiamo ancora saperlo ma se è vero il motto dell’azione e se è vero che Facebook can do better” sicuramente possiamo fare di meglio anche noi; perché  la sicurezza dei nostri dati e delle nostre vite parte e deve partire, principalmente, da noi.

Serena Giorgio è nata a Napoli nel 1986. Laureata alla Facoltà di Antropologia con 110 e lode e Giornalista Pubblicista regolarmente iscritta all’Ordine, vanta numerose collaborazioni con quotidiani, testate online ed emittenti televisive fondamentali per il panorama giornalistico partenopeo e campano. Scrittura, Video Editing, Letteratura ed Enogastronomia sono soltanto alcune delle sue intense passioni; vere e proprie storie d’amore che hanno rispecchiato a pieno la sua formazione, le sue specializzazioni e le sue attività lavorative. Autrice di numerosi testi e trattati circa la Storia della Musica e l’Antropologia dell’Alimentazione; Serena ha curato anche numerose attività di produzione e post produzione per importanti docu-fiction di carattere nazionale. Un saggio aforisma sostiene “Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”. Per sillogismo aristotelico, dunque, Serena non lavora... Serena ama.