Scoperta una proteina che induce la crescita del cancro al colon-retto
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Lo studio che ha portato alla individuazione della proteina di crescita lascia sperare in una terapia rivoluzionaria per questo terribile tipo di neoplasia

Il team internazionale, di cui fanno parte scienziati italiani e britannici, ha individuato la proteina WRN, che fa parte del meccanismo di crescita del cancro al colon-retto di tipo MSI. Bloccandone la produzione all’interno della massa tumorale, i ricercatori sono riusciti a ridurne il volume, fino ad uccidere la neoplasia. Lo spettacolare risultato ottenuto, almeno in laboratorio, renderebbe possibile una rivoluzionaria terapia.

L’Instabilità dei microsatelliti

Il cancro al colon-retto non è tutto eguale, ma presenta alcune sotto tipizzazioni specifiche. Una di queste è la variante MSI, caratterizzato dalla cosiddetta “instabilità dei micro satelliti”. Un recente studio ha individuato, esattamente in questa variante di cancro al colon-retto, una proteina responsabile della crescita della massa tumorale, senza la quale il cancro si riduce e alla fine sparisce. In esperimenti di laboratorio, inibendo la produzione cellulare di tale specifica proteina, denominata WRN, è stato quindi possibile eliminare il cancro al colon-retto dalle colture dove stava prosperando.

Una sconvolgente opportunità terapeutica

Se si fosse in grado di passare da questo sensazionale successo in laboratorio allo sviluppo di farmaci per uso clinico diffuso, sarebbe possibile colpire con inimmaginabile precisione chirurgica questa malattia, cui sono dovute moltissime vittime ovunque nel mondo. La malattia in questione è uno dei “big killer” che, solo in Italia, ha ucciso quasi 20.000 persone nel solo 2016 e a cui si stima saranno attribuite almeno 50.000 nuove diagnosi nell’anno corrente. Queste stime sono tratte dalla pubblicazione “I numeri del Cancro” presentato dal Ministero della Salute italiano.

Il team di ricerca si presenta

Come affermato in precedenza, il team che ha identificato la proteina e gli effetti della sua mancanza è composto da ricercatori italiani e anglosassoni attivi in vari istituti, tra cui il Wellcome Sanger Institute di Cambridge; il Candiolo Cancer Institute-FPO, IRCCS di Torino; il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino; la GlaxoSmithKline Research and Development di Stevenage e altri ancora

Il principale responsabile della straordinaria scoperta è il professor Mathew Garnett, che ha applicato la tecnica di editing genomico del DNA, la CRISPR-Cas9, rimuovendo selettivamente e sistematicamente migliaia di proteine da centinaia di tipi differenti di tumori, allo scopo di verificare quali effetti fossero legati ad ogni singola proteina silenziata.

Contestualmente, il team italiano, con a capo i professori Livio Trusolino e Andrea Bertotti, hanno applicato la tecnica dell’editing genetico al cancro del colon-retto di tipo MSI. Tale neoplasia è caratterizzata dalla presenza di sezioni ripetute di DNA, chiamate “microsatelliti”, che mutano non appena vengono in contatto con agenti cancerogeni, creando quindi proteine alterate che sono alla base della crescita cancerosa.

Regressione mortale

È merito degli scienziati italiani l’aver individuato che, in questo specifico tipo di cancro, l’eliminazione della proteina WRN induce la morte della neoplasia. Il professor Trusolini, che è il direttore del laboratorio di oncologia transazionale dell’Istituto Candiolo, ha dichiarato che “Abbiamo notato che, quando la proteina WRN veniva disattivata, il tumore iniziava a regredire fino a morire, come capita nelle terapie di successo oggi utilizzate in clinica”. Ovviamente è del tutto prematuro immaginare che sin da ora sia disponibile una terapia salvavita per chi oggi è affetto dalla malattia, tuttavia la strada per lo sviluppo di farmaci che possano essere utilizzati quando le terapie standard non sono più efficaci è forse dietro l’angolo. L’intera ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale “Nature”.