Scuola italiana in crisi in forte calo gli iscritti, adesso anche al Nord
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La scuola italiana si spopola: dall’anno prossimo inizieranno a calare i nuovi iscritti anche nel Nord. Situazione drammatica al Meridione

Il numero degli studenti della scuola italiana continua inesorabilmente a scendere. Le proiezioni del Ministero dell’Istruzione forniscono dati estremamente allarmanti per l’anno scolastico 2019/20. Il calo dei nuovi iscritti nella scuola dovrebbe ammontare difatti, secondo le attuali stime, a ben 70000 unità. La causa è l’inesorabile calo demografico del nostro Paese, che ormai nemmeno l’immigrazione riesce a compensare.

La natalità in Italia continua a calare

Gli indici assai bassi di natalità sono caratteristica comune a quasi tutti gli Stati del mondo occidentale. L’indice di natalità del Bel Paese, tra i più bassi in assoluto, è stimato (dati ISTAT 2017) a 1,34 figli per donna. Si tratta di un valore ben al di sotto di quello minimo stimato come ottimale per favorire il naturale ricambio della popolazione, pari a 2,1. Il saldo naturale dell’Italia, cioè la differenza tra nascite e decessi, è negativo dal 1993, tranne alcune trascurabili eccezioni (2004 e 2006, quando fu positivo, ma di poche migliaia di unità). La crisi demografica è dunque argomento all’ordine del giorno da diversi decenni: basti pensare che gli attuali indici di natalità, seppur straordinariamente bassi, restano comunque superiori a quelli registrati negli anni ’90 del secolo scorso. L’Italia è, insomma, un Paese con sempre più vecchi e meno giovani.

Il contributo positivo, in termini demografici, determinato dai flussi migratori in ingresso, non è più sufficiente a riequilibrare il saldo naturale della popolazione, che resta negativo.

Scuola italiana, calo iscritti

La scuola italiana si spopola: per la prima volta accade anche al Nord

La crisi demografica del nostro Paese si ripercuote, ovviamente, anche sulla scuola. Un elemento estremamente significativo che emerge dalle proiezioni del Ministero dell’Istruzione è che il prossimo anno il calo degli iscritti riguarderà anche le scuole del Nord Italia. Le regioni settentrionali non avevano mai conosciuto un calo dei nuovi iscritti a scuola, in virtù dell’emigrazione interna e dell’immigrazione esterna, che tenevano il saldo positivo. Per l’anno scolastico 2019/2020 è invece previsto un calo di nuove iscrizioni di alcune migliaia di studenti per regione. Saranno, ad esempio, circa 5000 in meno gli studenti iscritti in Veneto, mentre in Piemonte saranno poco più di 3000. Solo l’Emilia Romagna terrà un saldo positivo, di circa 1500 unità.

La scuola italiana si spopola: la drammatica situazione del Sud

Anche se la situazione delle regioni settentrionali italiane desta qualche preoccupazione, è dalle aree meridionali dello Stivale che giungono i segnali più allarmanti. Il Sud Italia sarà difatti il principale responsabile del vistoso crollo dei nuovi iscritti negli istituiti scolastici, pari a ben 50000 unità sulle 70000 totali. I dati più preoccupanti giungono dalla Campania, con 15000 iscrizioni in meno previste; saranno invece circa 11000 in meno rispetto a quest’anno le nuove iscrizioni nelle scuole pugliesi.

A fronte del drastico calo della popolazione scolastica per ora il Ministero dell’Istruzione non prenderà determinazioni riguardo al numero delle cattedre. Il calo degli studenti potrà essere strumentale alla lotta alla dispersione scolastica e ad una razionalizzazione delle classi, con l’eliminazione delle cosiddette “classi pollaio”. Eventuali riduzioni del numero dei docenti sarà valutato nei prossimi anni, se questa linea di tendenza non dovesse invertirsi.