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Il social network più importante del mondo acquista una pagina su diversi giornali quotidiani nazionali per lanciare un “endorsement” al nuovo regolamento europeo sulla privacy. È una delle conseguenze dello scandalo Cambridge Analytica ma anche una mossa per ostentare sicurezza riguardo le politiche sulla privacy.

Non si esagera se si afferma che lo scandalo Cambridge Analytica ha cambiato per sempre il mondo di Internet, e in particolar modo quello dei social network. E per quelle assurde coincidenze del destino è interessante notare come la “bomba” sia esplosa poco prima dell’entrata in vigore del GDPR, il nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati. Quasi a volerne sottolineare l’importanza, anzi la sua indispensabilità.

Facebook e la stampa

Fin dalla loro nascita, e per loro stessa costituzione, i social network non hanno avuto un grande rapporto con la stampa. Spesso l’hanno snobbata, non curandosene, considerandola un media ormai sorpassato dal tempo. In una fase iniziale (grandi sono stati i cambiamenti con il lancio del nuovo algoritmo Facebook) qualcuno aveva addirittura immaginato che i social potessero dare il colpo finale a un settore, come l’editoria, che è già in crisi da decenni, sostituendolo. I giornali, dal canto loro, hanno provato a resistere e a inventarsi qualcosa. Qualcuno prova a usare i social a proprio vantaggio, sfruttando le opportunità che questi offrono. In tanti però non ne hanno ben colto le differenze, da un punto di vista comunicativo, rispetto ai media tradizionali, finendo per utilizzarli come fonti, ma arrivando irrimediabilmente il ritardo (il giornale esce una volta al giorno, i social si rinnovano ogni secondo).

Una pagina pubblicitaria per Facebook

Mai, alla luce di tutto ciò, avremmo potuto pensare che Facebook fosse costretta ad acquistare una pagina sui giornali per farsi pubblicità. In effetti non lo fa, o almeno non lo fa in senso classico. Ma da qualche giorno, sui quotidiani nazionali, compare quella che è a tutti gli effetti una inserzione, a nome del social più famoso del mondo. “Il nuovo regolamento europeo garantirà una migliore protezione dei tuoi dati”. È questo il messaggio che “sponsorizza” Facebook: un vero e proprio endorsement che suona abbastanza stupefacente, ma non se lo si guarda alla luce dei recenti problemi avuti dal social in tema privacy e gestione dei dati. Facebook, in sostanza, vuole rassicurare tutti di essere perfettamente in linea col nuovo strumento legislativo. A dispetto delle ultime polemiche, insomma, affidando i dati alle banche del social, e considerando l’entrata in vigore del GDPR, vuole dirci che l’utente sarà in una vera e propria botte di ferro.

Le novità su Facebook

Ostentando soddisfazione e compiacimento per le innovazioni previste dal regolamento, dal social spiegano che a partire dal prossimo maggio agli utenti verrà chiesto di rivedere le modalità con le quali il social potrà utilizzare i loro dati. “Potrai – per esempio – accedere, scaricare ed eliminare i tuoi dati in qualsiasi momento”. Ma questo è solo uno dei tanti obblighi che Facebook sostiene di aver accettato di rispettare con piacere, così come le politiche sul parental control per gli under 15 (allo studio proprio in questa fase) e la possibilità di rifiutare l’opzione del riconoscimento facciale.