SeaWatch
Si attende ancora il futuro della SeaWatch
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Continua il braccio di ferro tra la SeaWatch e le autorità italiane sul possibile sbarco dei migranti sul territorio italiano

Continuano le problematiche relative alla SeaWatch con i suoi 42 migranti a bordo. Il braccio di ferro tra le autorità italiane e la capitana della nave, Carola Rackete, continuano, ormai, da alcuni giorni incessantemente.

Si riuscirà a trovare una soluzione che possa mettere d’accordo le due parti? Al momento tale situazione perdura, ma vediamo gli ultimi aggiornamenti.

SeaWatch: l’appello dell’equipaggio

Partiamo proprio dalla nave: sappiamo già che Carola Rackete ha deciso nella giornata di ieri di entrare nelle acque italiane, contravvenendo allo stop imposto dalle autorità e alle indicazioni del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Quali sono i motivi che hanno spinto la capitana della SeaWatch a prendere questa decisione?

La comandante, come annunciato su Twitter, ha posto in evidenza lo stato di emergenza in cui si trovano l’imbarcazione e i migranti: “Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”

Intanto a bordo è salita la Guardia di Finanza, quindi, già nelle prossime ore, potrà esserci una svolta sul futuro dei migranti e sull’equipaggio.

Il duro attacco di Matteo Salvini

D’altra parte, però, c’è il governo italiano che non vede questa operazione come una missione di salvataggio e il Ministro dell’Interno ha duramente attaccato la ONG: “Useremo ogni mezzo legalmente lecito e necessario per fermarli, non darò l’autorizzazione allo sbarco a nessuno”. Inoltre, si auspica il sequestro della nave e l’arresto dell’equipaggio.

Dopo le dichiarazioni di ieri, poco fa è tornato alla carica ribadendo che: “Non sono naufraghi ma viaggi organizzati”, minacciando anche di sospendere il trattato di Schengen.

A proposito di Unione Europea, quest’ultima va un po’ contro le dichiarazioni rilasciate da Salvini, auspicando che si trovi la soluzione, ma dopo lo sbarco dei migranti.

SeaWatch
42 migranti sono a bordo della SeaWatch

Cosa rischia il comandante della nave?

Mentre il governo vuole rispedire indietro i migranti, ci dobbiamo chiedere cosa rischia l’equipaggio della nave.

Innanzitutto, è Carola Rackete a rischiare maggiormente, non tanto per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, casi simili in passato sono stati archiviati, ma per non essersi fermata all’alt imposto dalle autorità italiane.

Ricordiamo, infatti, che, secondo il nuovo decreto sicurezza, sono previste delle sanzioni amministrative che riguarderanno proprio la violazione del divieto di ingresso nelle acque italiane, con multe che vanno dai 10mila ai 50mila euro, che si applicheranno nei confronti del comandante, dell’armatore e del proprietario della nave.

SeaWatch: un po’ di storia

Non tutti conoscono la storia di questa ONG, vediamo in sintesi come nasce.

La SeaWatch è una organizzazione tedesca non governativa, umanitaria, senza scopo di lucro, fondata a Berlino a fine del 2014 da Harald Höppner. Ha come scopo la conduzione di attività di ricerca e salvataggio in mare nella regione del Mediterraneo.

Inoltre, finanzia e sostiene in gran parte l’iniziativa avviata nel 2015 dallo svizzero Fabio Zgraggen, alla ricerca di barche con rifugiati provenienti dall’Africa.

L’imbarcazione attualmente ferma a Lampedusa è la SeaWatch 3 battente bandiera olandese.

Ma adesso? Come gestirà l’attuale condizione? Una situazione molto difficile che, comunque vada, lascerà degli strascichi.