Zanotti
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Sergio Zanotti, l’imprenditore italiano rapito tre anni fa, è stato finalmente liberato: a dichiararlo è stato il premier Conte.

Sergio Zanotti

Sono passati tre anni da quell’aprile di tre anni fa quando, durante un viaggio tra la Turchia e la Siria, Sergio Zanotti è stato rapito. L’imprenditore di Brescia potrà rientrare in patria tra poche ore atterrando all’aeroporto di Roma Ciampino e, stando a quanto dice il premier, le sue condizioni di salute sono buone e non necessita di cure di primo soccorso.

Le parole del premier

In merito all’operazione di salvataggio di Sergio Zanotti, Conte si è così espresso: “A conclusione di una complessa e delicata attività di intelligence, investigativa e diplomatica, condotta in maniera sinergica, in data odierna siamo riusciti a ottenere la liberazione di Sergio Zanotti, rapito in Siria nell’aprile 2016. Il nostro connazionale appare in buone condizioni generali e tra qualche ora rientrerà in Italia, a Roma. Un ulteriore successo delle nostre Istituzioni e, in particolare, dell’Aise: a loro il mio più vivo e sentito ringraziamento.”

Rientro

Come già scritto l’imprenditore bresciano atterrerà in nottata all’aeroporto di Roma Ciampino, e potrà riposarsi in nottata, per poi andare nella mattina di domani in una caserma del Ros di Roma, dove verrà ascoltato dalla Procura di Roma. Le sue parole saranno ascoltate dal pm Sergio Colaiocco, il quale non ha mai dubitato che il suo rapimento possa essere stato un sequestro di persona con finalità ed intento terroristico.

Il rapimento

Le circostanze del rapimento di Sergio Zanotti sono sempre risultate alquanto misteriose. Inizialmente un video venne pubblicato sul sito russo Newsfront nel Novembre 2016, in cui l’uomo appariva inginocchiato e legato davanti ad un uomo che imbracciava un mitra e si proclamava un jihadista siriano. Il primo Maggio del 2017 Sergio Zanotti rilasciò un secondo videomessaggio nel quale faceva conoscere le proprie condizioni di salute al governo italiano. Tra i “negazionisti” del rapimento c’è chi, evidenziando come l’imprenditore sia stato condannato agli arresti domiciliari in seguito ad un’evasione fiscale, abbia ipotizzato che il motivo del viaggio sia stato la ricerca di capitale per sopperire ad un gravoso debito accumulato.