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Il sexting è una pratica sempre più diffusa che riguarda la ricezione e l’invio di messaggi spinti e foto hot. Ma quali pericoli nasconde?

 

La comunicazione digitale è completamente cambiata rispetto a qualche anno fa e ce lo dimostrano alcuni fenomeni molto diffusi in rete e che minano la privacy delle persone.

Si sta parlando del sexting, ovvero la pratica digitale che consiste nello scambio di messaggi spinti e foto hot.

Proprio questo fenomeno, insieme ad altri come il revenge porn e l’online grooming, hanno influenzato la nostra vita intima ed erotica.

Tuttavia, ad ognuno di questi fenomeni digitali sono legati dei rischi che ledono l’identità della persona, talvolta portandola a conseguenze estreme.

La diffusione si contenuti a sfondo sessuale può avvenire tramite app, email o servizi di messaggistica istantanea.

 

Sexting: cosa si intende?

Il termine sexting deriva dall’unione di due inglesi “sex” che vuol dire sesso e “texting” che significa messaggiare.

In sé per sé il sexting non è reato, ma potrebbe diventarlo quando coinvolge minori e quindi si trasforma in pedopornografia, oppure quando la condivisione del contenuto avviene senza consenso dell’interessato.

La legislazione ancora non ha gli strumenti adatti per la tutela delle persone rispetto al sexting e alle pratiche on-line. In alcune sentenze è stata riconosciuta alla vittima il diritto di cancellare i materiali compromettenti e limitarne la diffusione, mentre in altri casi il sexting non è stato considerato come reato.

Il vero problema legato al sexting riguardano le conseguenze per la privacy e la sicurezza dell’identità online della persona, in particolar modo se minorenne.

Il rischio è che una qualunque sua foto o video destinato ad una determinata persona possa diventare di dominio pubblico e finire su altri schermi.

Molti sono i casi in cui donne e uomini sono stati spinti a commettere atti estremi come il suicidio proprio a causa di vicende del genere, ma i pericoli per la diffusione di contenuti a sfondo sessuale possono essere di varia natura.

La diffusione di immagini private possono essere adoperate per violenza privata, sextorsion ovvero estorsione di denaro mediante il riscatto, cyberbullismo o Revenge porn da parte di un ex partner per scopi diffamatori.

 

Sexting: può essere praticato in modo sicuro?

A quanto pare, però, nel sexting non esistono limiti. In molti non sanno quando è il momento di fermarsi e tantomeno i dispositivi elettronici vietano l’invio di qualsiasi contenuto.

Tuttavia, è possibile in qualche modo praticare il sexting in modo sicuro.

Dal momento che la pratica sembra piacere a molte persone è bene sapere che non si corre alcun rischio se si sceglie attentamente la persona con cui condividere questa esperienza.

Innanzitutto la fiducia nel partner con la quale si condivide anche una relazione erotica ci consente un maggior agio nella diffusione di contenuti a sfondo sessuale. Inoltre in questo modo vi è la sicurezza di fare sexting volontariamente e non sotto la pressione di qualcun altro.

Un’altra accortezza è quella di assicurarsi che nel caso in cui la foto, il video o qualunque altro tipo di contenuto possa cadere in mani sbagliate non sia possibile identificarci.

Ad esempio sarebbe più sicuro inviare foto solo del proprio corpo in cui il volto non viene mostrato in modo da non essere riconoscibili e tutelarci.

Allo stesso modo vale per eventuali tratti riconoscibili, come piercing o tatuaggi che sarebbe meglio nascondere o coprire.

Infine sarebbe utile cancellare le foto salvate sul proprio dispositivo, anche perché questo potrebbe essere perso o rubato da altri.

È bene sapere che quando inviamo una foto tramite smartphone si perde il controllo su di essa e nessuna piattaforma digitale o applicazione e garantisce la nostra sicurezza e la privacy.

Vietare o limitare questa pratica non farà altro che aumentarne ancora di più la messa in atto, magari bisognerebbe rendere noti i rischi e i pericoli a cui ci si potrebbe esporre.

In questo modo si potrà dare la possibilità a chiunque voglia di praticare sexting, però in modo più sicuro.

Laureata in "Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica", appassionata di lettura e scrittura fin dai tempi della mia infanzia: al tempo i miei temi venivano pubblicati su un giornale locale della mia cittadina, Marigliano. Crescendo sono diventata una sportiva che non si è limitata solo a praticare calcetto, ma a scrivere anche articoli: quando il presidente della mia squadra ha visto che avevo una certa bravura nello scrivere, mi ha messo in contatto con la sezione sportiva di un quotidiano campano, Metropolis al quale inviavo un articolo ogni settimana che descriveva minuziosamente la partita della squadra. La mia scrittura poi è proseguita per diletto, non per professione ed è culminata nella stesura delle 2 tesi che mi hanno dato grosse soddisfazioni, facendomi ottenere voti soddisfacenti. Forse il modo migliore che io abbia mai trovato per esprimere me stessa ed i miei pensieri, è proprio la scrittura.