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Shenmue è stato da sempre considerato un gioco magico e accattivante, anche se ha avuto un trascorso piuttosto difficile. Ecco invece la rivalsa con il terzo capitolo della serie

Come tutti sappiamo, quando nel 1999  debuttò il primo Shenmue molte persone lo adorarono. Tuttavia, le vendite non andarono benissimo soprattutto a causa del ridotto numero di Dreamcast sul mercato e il reparto marketing di SEGA piuttosto scarso.

 Le vendite di Shenmue non coprirono i costi del suo sviluppo e la stessa tiritera accade anche per il secondo episodio, arricchito anche da un filmato realizzato montando insieme le parti del primo capitolo della serie.

Ma cosa sarà del terzo Shenmue?

Shenmue 3: una nuova vita?

Il creatore del videogame ha dato vita ad un’esperienza di vita impossibile e sicuramente introvabile in altri videogiochi.

Shenmue è basato su un’idea semplice, ma la realizzazione alla fine degli anni ‘90 con le tecnologie dell’epoca era piuttosto complessa.

La storia racconta delle vicende di Ryo Hazuki, un ragazzo cresciuto in un Dojo di arti marziali in una piccola città del Giappone. Ryo assiste all’uccisione del padre da parte di un maestro di kung fu e questo lo spingerà alla vendetta e ad allontanarsi dai propri affetti.

Il viaggio di Ryo racconta anche della sua crescita personale e della comprensione del mondo in tutte le sue sfaccettature, lasciando entrare il giocatore nel mondo più intimo dell’esperienza del protagonista.

Suzuki a questo punto ha creato un Gameplay che ha trasformato la quotidianità in un punto di forza. Le aree di gioco vaste ma non sconfinate potevano essere esplorate solo attraverso punti di riferimento ambientali e sulle informazioni ottenute dai passanti.

In questo vasto mondo Ryo conduce le sue indagini con l’ingenuità di un ragazzino che lo porta ad imbattersi in una vicenda molto più complicata del previsto. Durante il suo percorso dovrà imbarcarsi per Hong Kong e lavorare per guadagnarsi da vivere.

Durante il suo viaggio ha incontrato numerosi maestri di arti marziali che lo hanno aiutato attraverso l’insegnamento di tecniche di allenamento, quindi la ripetitività.

Shenmue 3: gli errori del gioco

Successivamente Ryo è stato costretto ad una pausa forzata di 18 anni in una grotta in cui è rimasto rinchiuso insieme a Shenhua Ling.

Shenmue 3 riparte esattamente da quel punto, tuttavia porta con sé delle problematiche di una regia datata e di una gestione delle conversazioni piuttosto rigida e non incline ad adattarsi alle scelte del giocatore.

Molto spesso i PNG presenti nel gioco ripeteranno la stessa linea di dialogo, una cosa che nei giochi moderni accade raramente.

Anche la qualità dei modelli poligonali è piuttosto altalenante mentre le animazioni sono innaturali e piuttosto rigide. Il doppiaggio non è affatto migliorato, soprattutto nella lingua inglese.

Tutto ciò potrebbe portare Shenmue 3 ad essere un gioco da non comprare?

Sicuramente no.

Shenmue 3: bene, ma non benissimo

Il terzo capitolo di Shenmue e non è un gioco pessimo nonostante i problemi presenti. Il fallimento dal punto di vista tecnico mantiene comunque una direzione artistica che non può essere tralasciata.

Suzuki ha continuato a raccontare la quotidianità con naturalezza, le vicende quotidiane sono lontano nello spazio e nel tempo, ponendo sempre molta attenzione ai dettagli che rendono superbe le ambientazioni del videogame.

Per quanto riguarda il sistema di controllo risulta essere molto ben studiato e risolve molte problematiche legate al joypad del Dreamcast.

All’interno del videogame sono presenti anche dei minigiochi sempre divertenti, mentre combattimenti sono stati rinnovati e dotati di una profondità inaspettata.

Il tutto è accompagnato da una colonna sonora eccellente che scandisce ogni momento dell’avventura. Inoltre sono presenti anche musiche adatte per ogni situazione che richiamano le antiche tradizioni orientali.

Il risultato è comunque buono, anche se Shenmue 3 non è un gioco per tutti.

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Sarnataro Carla, nata a Villaricca il 21 giugno del 1993, ha conseguito il diploma nel 2012 presso il Liceo scientifico A.M. De Carlo a Giugliano, mentre la Laurea Triennale in Scienze e Tecniche psicologiche nel 2015. A luglio 2018 ha conseguito la Laurea Magistrale con lode in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La scrittura è una passione recondita che pian piano sta fiorendo attraverso diversi sbocchi; la lettura l’accompagna sin da piccola insieme ad altre passioni artistiche come la pittura e il disegno.