Si è conclusa la lettura dell’informativa di Conte al Senato. Scopriamo le novità dell'ultimo decreto contro il Coronavirus
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Una catena di problematiche in attesa di chiarimenti

Durante imbarazzanti frangenti, con conferenze stampa annunciate e poi smentite, persistono surreali scenari; poche comunicazioni Istituzionali, ma informazioni basate su interpretazioni e inadeguate influenze a seconda dei punti vista. Opinioni che nulla hanno a che vedere con le sentite esigenze del Bene Comune.

Economia ormai stagnante, comparti di primaria importanza, per le attività trainanti di un’Italia, che sembrano assistere, purtroppo, ad un’evoluzione del tutto inefficace per la tranquillità futura.

Adesso siamo ad un rimbalzo di responsabilità; chi assumerà cruciali decisioni? Il Comitato Tecnico-Scientifico si trincera dietro un assoluto – e forse anche comprensibile – riserbo circa date su cui contare per un eventuale “allentamento” delle misure, ma non si esime dal mantenere alta l’attenzione su un futuro assai complicato circa l’osservanza del distanziamento sociale; la Politica non sembra avere alcuna intenzione di essere dirimente e comunicare la verità. Si attendono riscontri.

La didattica a distanza appare evidenziare più di qualche vulnus e  cerca di difendersi; non bisogna condividere applicazioni, ma è necessario che i minori siano accompagnati – durante le lezioni telematiche – da un genitore.

Il sito INPS connota difficoltà, cui gli addetti ai lavori ne stanno denunciando, e reiterando, le complessità.

Il 168° Anniversario della Polizia di Stato cade in un periodo tremendo, ma non ci esime dall’esaltarne abnegazione, forza e competenza; appare quasi un richiamo per le Istituzioni, alle prese con ritardi incomprensibili dovuti, probabilmente, alle scarse competenze di alcuni “azionisti”,  indotti ad utilizzare la ripartenza come un’occasione di riscatto, da sciorinare in futuro. Dalla parte opposta, “Forze Politiche” denuncianti la scarsità di risorse, nonostante il coinvolgimento dell’Unione Europea. L’estensione del Meccanismo Economico di Stabilità appare un palliativo rispetto a quanto ci si proponeva.

“Un ottimo primo tempo, ma adesso bisogna vincere la partita” ha dichiarato il Ministro Gualtieri, ma le polemiche non si frenano. Disfatta, sconfitte e distinguo tra la maggioranza e il Presidente del Consiglio a mediare.

Le ambiguità esistono, il rinvio al Consiglio Europeo ne è un segnale, ma anche un auspicio alla chiarezza; possibilmente con la sola presenza del Presidente del Consiglio, senza “consigliori” inespressivi e avulsi da specifiche competenze.

La tutela della salute, tuttavia, è primaria rispetto alla ripartenza dell’economia; il nuovo decreto – si prevede – conterrà solo alcune “piccole” deroghe, ma avrà un comune denominatore: procrastinare  il tutto a dopo le festività del 23 aprile e del 1° maggio. Infatti il nuovo termine della proroga per “tutti a casa” è fissato al 3 maggio. Si auspica, per il periodo successivo, una graduale ripresa e un allentamento, con estrema cautela, del distanziamento sociale.

La tutela delle persone anziane e di quelle a rischio l’esigenza primaria; si preannuncia un lungo periodo di persistente distanziamento sociale.

Non appare, intanto, una sorpresa l’attacco del giornale tedesco; d’altra parte il “suo padrone” aveva confezionato, da anni, la trappola nella quale, poi, si è cascati.

Senza voler prendere in esame un aspetto inquietante: la malavita che assume  sembianze di salvifici strumenti.

La speranza di unità di intenti

Circa 1150 emendamenti – di cui 204 solo appannaggio della Lega di cui 203 respinti – non potevano che portare alla fiducia; gli uni contro gli altri armati. Con buona pace dell’auspicata Unità Nazionale.

Era immaginabile, d’altra parte, che il ritorno delle polemiche politiche mettessero fine alle speranze  coltivate; imprenditori in crisi, filiera agroalimentare in affanno, settore turistico allo sfinimento, risorse annunziate, ma soverchiate da burocrazia dilagante e non – come annunciato – ridotta.

Sembra che nessuno riesca a intendere la situazione, assai delicata, in cui ci troviamo.

Si annunciano posizioni intransigenti su alcuni punti, ma allo “squaglio della neve” le condizioni non sembrano assai mutate. Il meccanismo tecnico prevede che l’Eurogruppo avanzi una proposta da far arrivare al tavolo del Consiglio Europeo, ma tale tavolo è programmato per il 26 aprile prossimo.

Finanziamento di 200 miliardi più 100 miliardi (schema assicurativo europeo per la disoccupazione): su questo tutto pare risolto; ma sui fondi della ripartenza, basati su strumenti da finanziamento innovativi, ci sono dubbi assai profondi. Fondo ripresa e Finanziamento economico, sono argomenti abbastanza nebulosi, ma la recessione che si annuncia sarà la più dura dal secondo dopoguerra ad oggi.

Il malessere è profondo e nell’Esecutivo il “MES” (anche se non quello applicato nei confronti della Grecia) sembra una mina vagante, che appare un’arma di implosione per i rappresentanti delle “venticinque punte si stelle”.

La Bulgaria, intanto, chiede di accelerare l’ingresso nell’Euro zona per accedere ad eventuali aiuti, ma in un’Europa tentennante, sembra tutto assolutamente aleatorio.

La diatriba, da quello che si capisce, sul tesoretto “MES” sta nel fatto che se ne dovrebbe specificare la destinazione.

La lacerazione, in questo frangente, non è auspicabile, in attesa della Fase 2; quando ci sarà l’inizio della resa dei conti. Cassa integrazione in alto mare, Confindustria in tumulto, i seicento euro ancora da “realizzare”, intere filiere in un clima di assoluto pessimismo, saranno gli ingredienti che comporranno il quadro futuro della prossima “Pasqua blindata”.

Per dirla in estrema sintesi: l’opposizione nulla risparmierà al “confinamento” allentato.

Al bando burocrazia e parole

 Azioni a difesa e armi di offesa, appaiono già abbastanza definite. Rabbie, sofferenze, dolori, angosce, questioni solo sopite, strumentalizzazioni, tutti connotati già confezionati e pronti ad egemonizzare la “sospensione” di un Paese, che dovrà assolutamente avere una guida sicura.

A quel punto, ritardi, annunci disattesi, comunicazioni lacunose, schermaglie, avranno terreno fertile dove pascolare.

Sembra quasi un fatto marginale, eppure sessanta milioni di Italiani sono sul punto di “cedere”, ma continuano a rispondere alle richieste di sacrifici e restrizioni. Qualcuno dovrà renderne conto. Non si può vivere di iter complessi e chiacchiere.

E’ una crisi senza precedenti? E’ una guerra mondiale, di cui non ha certezza della fine e neppure del nemico? Qualunque cosa fosse, bisogna mettere da parte convenienze personali e future aspettative. Non è più possibile tollerare comportamenti avulsi da precise responsabilità.

Metter in moto, senza se e senza ma, ogni strumento per la ripartenza, per la sicurezza, per il convivere con il mostro. Ci sono competenze e professionalità, si dia immediatamente spazio alle sinergie opportune. Sburocratizzare, snellire,  semplificare; dietro ad ogni settore economico, intere famiglie in preda al panico, attendono chiarimenti.

Certamente errori sono stati commessi e, credo, sarebbe anche giusto riconoscerlo, ma si deve fare chiarezza e, fino a questo momento, la trasparenza è assolutamente mancante, con la conseguenza che  il senso di disorientamento aumenta. La Politica deve dare risposte.

Un ulteriore impulso, per ripartire, arriva dalla nomina di Vittorio Colao, a capo dell’Unità Operativa demandata alla riorganizzazione delle sinergie e degli investimenti, dei relativi fondi disponibili. Tale figura deve dare una prospettiva economica per superare l’attuale fase di stagnazione;  qualcosa di molto simile a quanto previsto dal Comitato Internazionale per la Ricostruzione, nato al termine del secondo conflitto mondiale, per reimpostare il modello economico.

Penso, a titolo meramente personale, fosse in ballottaggio con Draghi, ma si è preferito preservare l’ex Presidente della BCE, per un eventuale “subentro”; neppure tanto a lungo  termine.

Dall’esplicazione dell’ultimo provvedimento, sembra comprendere che la strada della concertazione sia stata quella privilegiata, per coordinare l’avvicinamento alla Fase 2.

Dal 14 aprile, intanto, riapertura delle librerie, cartolibrerie e negozi per abbigliamento bambini.

Come sempre, auguri a noi.