Si chiama Collapse OS il sistema operativo per il post-Apocalisse
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Collapse OS è il primo sistema operativo pensato per sopravvivere al crollo totale della tecnologia che conosciamo

Non è un mistero che la situazione del nostro pianeta sia critica sotto tanti aspetti: dalla questione ambientale a quelle politiche e sociali il futuro che si prospetta non è certamente dei migliori se non dovesse verificarsi una netta inversione di marcia, e anche se quest’ipotesi dovesse avverarsi significherebbe comunque, molto probabilmente, la fine della società civile come oggi la conosciamo.

Ad essere interessato da questi eventuali sconvolgimenti è ovviamente anche il settore tecnologico, che potrebbe subire un vero e proprio collasso nel momento in cui le attuali criticità costringessero la società a prendere decisioni drastiche. Qualcuno allora si sta già portando avanti col lavoro, impiegando le proprie energie e conoscenze nella creazione di qualcosa che possa sopravvivere all’eventuale disastro.

Il sistema operativo più forte del collasso

La persona di cui parliamo risponde al nome di Virgil Dupras, programmatore che con il sistema operativo Collapse OS punta a fornire all’umanità un punto da cui ripartire nell’eventualità di un totale collasso (da qui il nome, prevedibilmente) del sistema tecnologico odierno.

Dupras, com’è facile intuire, è tutt’altro che ottimista sul prossimo futuro: “Mi aspetto un crollo della nostra filiera produttiva globale prima del 2030. Non saremo più in grado di produrre la maggior parte della nostra elettronica perché dipende da una filiera molto complessa che non potremo rimettere in piedi per decenni” spiega il programmatore sul sito dedicato al progetto.

Collapse OS, attualmente ospitato dalla piattaforma GitHub, è quindi pensato per sopravvivere anche su macchinari di fortuna, con processori vetusti e sistemi costruiti con pochi materiali a disposizione, magari recuperando vecchie tastiere, monitor e mouse. Capacità che ovviamente gli attuali sistemi operativi prodotti da Microsoft, Apple, Google o chi per loro non potrebbero garantire, anzi! Risulta decisamente difficile immaginare sistemi operativi tanto complessi funzionare su device costruiti alla bell’e meglio.

Collapse OS alla ricerca di finanziatori

Il progetto è ovviamente alla ricerca di persone tanto visionarie quanto pessimiste sul futuro che si decidano a finanziarlo. Dupras ha lanciato un appello sia a finanziatori disposti ad intervenire economicamente che a programmatori che abbiano voglia di lavorare con lui. “Potrei finire da solo il progetto ma sarebbe più divertente farlo insieme ad altri sviluppatori. Per partecipare basta avere una certa idea del futuro e certe capacità tecniche. Se queste persone esistono, mi piacerebbe incontrarle” ha spiegato l’ideatore del progetto.

Collapse OS è infatti pensato come sistema operativo open source, per cui chiunque voglia apportare un miglioramento di qualche tipo all’idea di Dupras non ha altro da fare che metter mano ai codici e dare il suo contributo. Il sistema operativo è attualmente montato su un pc fatto in casa dotato di un vecchio processore Z80 a 8-bit risalente al lontano 1976. Che il futuro che ci si prospetta davanti abbia davvero il volto di un ritorno al passato?