Vocabolario_degli_accademici_della_crusca,_IV_edizione,_1729-38,_02_incisione_di_un_frontespizio (fonte wikipedia)
Vocabolario_degli_accademici_della_crusca,_IV_edizione,_1729-38,_02_incisione_di_un_frontespizio (fonte wikipedia)
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L’Accademia della Crusca ha deciso: NO al termine “revenge porn”! Non sarebbe corretto dal punto di vista lessicale e quindi, la secolare istituzione fiorentina, ha stabilito l’abolizione di questo termine

L’Accademia della Crusca si dedica a una vasta attività di ricerca, di edizioni e di consulenza attorno all’italiano, esplorando strade nuove sui fronti grammaticali, lessicologici e filologici.

I linguisti dell’Accademia, guidata dal professore Claudio Marazzini, hanno esaminato dal punto di vista lessicale il disegno di legge approvato dalla Camera all’unanimità che apre le porte al reato di “divulgazione illecita di immagini o video sessualmente espliciti” e al termine dello studio si sono complimentati – riferisce un documento – “con il legislatore che, nella stesura della norma, ha utilizzato parole italiane, organizzate in un testo chiaro e trasparente“.

Lo stesso complimento non è stato girato, invece, ad alcuni commentatori che hanno fatto uso dell’espressione “revenge porn” considerata dalla Crusca un forestierismo opaco.

Oggi, l’Accademia della Crusca, è considerata il più importante centro di ricerca scientifica dedicato allo studio, all’approfondimento e alla promozione della lingua italiana (parlata e scritta).

Ha come obiettivo quello di far apprendere e diffondere nella società italiana, in particolar modo nelle scuole e all’estero, la conoscenza storica della lingua nazionale e la coscienza critica della sua evoluzione attuale nel quadro degli scambi interlinguistici del mondo contemporaneo.

“Revenge Porn” o “Pornovendetta”

Diffondere immagini sessualmente esplicite è un reato che ha avuto via libera alla Camera. Dopo varie discussioni sull’argomento, finalmente è arrivato il SI unanime con 461 voti favorevoli e nessuno contrario.

camera (fonte wikipedia)
camera (fonte wikipedia)

Le pene comprendono il carcere fino a 6 anni di reclusione per chi realizza, sottrae, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini e/o video a sfondo sessuale, che sarebbero destinati a rimanere privati, senza il consenso della persona o delle persone rappresentate.

La stessa pena viene applicata a chi ha ricevuto determinati video e/o foto e le invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso della o delle persone rappresentate, al fine di recare loro danno.

La condanna è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persone con disabilità o nei confronti di donne in stato di gravidanza.

Il ruolo dei Social Network

Sono previste aggravanti se questo genere di immagini verrà diffuso da partner o ex sui social network quali Facebook, Instagram, YouTube, Twitter e tanti altri…

video social (fonte pixabay)
video social (fonte pixabay)

La pena è aumentata se a compiere questi atti saranno coniugi, sia se separati sia se divorziati,  o persone con cui si è stati legati sentimentalmente.

Il caso di Tiziana Cantone

All’epoca la “Pornovendetta” non era ancora un reato riconosciuto alla Camera.

Tiziana Cantone era una 29enne nata e cresciuta nel napoletano.

Era il 25 aprile del 2015 quando un primo video, a sfondo sessuale, di Tiziana finisce su un canale hard. Dopo qualche giorno il video è già virale; prima Whatsapp, poi Facebook e tantissime altre piattaforme, anche pornografiche.

Dopo varie denunce e processi alla persona che ha diffuso il video, Tiziana Cantone non ce la fa e si toglie la vita il 16 settembre 2016.

Ben venga il disegno di legge e ben venga, soprattutto, il SI UNANIME.