sinergie per ripartire alla grande
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Da più parti  si invocano le regole. Forse perché non si ha alcuna intenzione di rispettarle? Credo che ove non fossero chiare, sarebbe bene scriverle per poi osservarle

 Prevedere il comportamento

Le prerogative prevalenti per l’efficacia di un impegno, in ogni settore sinergico atto ad espletare un incarico, si identificano nelle motivazioni e nell’atteggiamento relazionale.

E’, comunque, necessario considerare sempre che lo studio dell’atteggiamento psicologico, assunto da vari soggetti, è fondamentale anche per la strategia della propria azione.

L’essere umano, nell’espletamento di ciascuna sua azione, è  ritenuto un soggetto razionale, libero ed in grado di scegliere – in autonomia decisionale – tra i vari  comportamenti  quello più consono all’occorrenza immediata. In tale contesto, sarebbe sempre opportuno che le norme comportamentali, appunto,  fossero chiare, uguali per tutti e nel rispetto reciproco di ciascuno.

Molto dipende, nei vari ambienti e condizioni, da quelli che sono gli stati intimi mentali e psicologici.

Marx, ad esempio, mise in luce come la disoccupazione potesse generare maggiore degrado. Sosteneva, infatti, che il sottoproletariato più degradato, non avendo acquisito una adeguata coscienza di classe, reagiva  alle ingiustizie sociali solo attraverso la ribellione individuale.

L’approccio alla clientela, all’utenza, al pubblico in genere o, volendo, finanche al prossimo più immediato, potrebbe essere il metodo dello studio predittivo. Cioè, un’azione in grado di consentire anticipazioni e previsioni.

Quando la ragione indaga in profondità, più che trovare spiegazioni, scopre il mistero

Tacere non è accondiscendere e la semplicità non è remissività; a volte è solo comprensione che, purtroppo, viene confusa per stupidità. il silenzio è anche un modo per comunicare nel rispetto di sentimenti e opinioni”.

(Da “L’arte del tacere” di Joseph Antoine Touissant Dinouart – Predicatore)

Il retroscena

E’ come essere perennemente su un palcoscenico. Da mimo, da pagliaccio, da attore o da comparsa: nulla importa. Ascoltare, parlare, immedesimarsi, partecipare, interagire; senza nessuna importanza di cosa alberga nella mente, né se gli occhi e l’aspetto, impassibili, celano altro; dietro quel sorriso, stereotipato e convenzionale, a nessuno è consentito vedere. Il viso è truccato e non importa se dentro è buio. La musica della vita continua e lo spettacolo non può essere interrotto.

Rimane, tuttavia, sempre necessario ambire a conservare una certa lucidità, auspicando definitive soluzioni per evitare, quindi, pericolose derive.

La ribalta

Un continuo incedere di elucubrazioni, soluzioni e ragionamenti, solo apparentemente dirimenti. Parlare di un determinato argomento, in un preciso contesto di una articolata questione è diventato un affare assai diffuso.

Sembra ripagare ciascun partecipante di una non ben precisata soddisfazione derivante, a volte, da effimeri e fievoli aspetti di autoreferenzialità.

L’insistente apparire e il latitante essere sono un aspetto peculiare della nostra attualità.

Proviamo a esaminare qualche campo di attuazione.
Ministri della Repubblica che dubitano, persino, della reale esistenza di un incipiente e burrascoso periodo di crisi; dubbi esternati senza il minimo pudore verso logiche e controlli, pur di confermare la derisione e l’ostracismo verso qualcuno di opposta fazione politica.
Una volta il carisma si esternava, e si dimostrava, all’interno di un partito politico strutturato. Era la sola ed unica strada per arrivare ad essere leader riconosciuto.
Nella realtà odierna imperano programmi non costruiti e poco importa, alla “ribalta” appunto, se la gente comune stenta a comprendere.

L’epilogo

Da una parte, un contesto che si distingue per la rilevanza dell’irrilevanza e la consistenza dell’inconsistenza; considerazioni da prospettive diverse, su basi culturali differenti. Di certo, però, sarebbe almeno utile, se non necessario, avere un briciolo di cognizione di ciò che argomentiamo.

Resto del parere che – in ogni campo – l’ideologia conduca al pensiero e che il pensiero guidi all’azione. Senza ideologia non ci può essere un concetto, e senza un concetto di base è impossibile operare. E’ sempre più frequente la domanda che ci si pone: “Cosa esprime la politica oggi?”.

Dall’altra parte un ambito sportivo, specificatamente calcistico, che ormai non è più considerato come la passione più pura del popolo; specialmente sotto l’aspetto squisitamente umano. Qualcuno non riesce a comprendere, fino in fondo, che il mondo delle emergenze è un fatto, il calcio un altro. La pretesa di difendere l’indifendibile e di illustrare benefici, tangibili sotto un aspetto  conveniente solo per le proprietà, è diventata davvero insopportabile per l’attuale realtà. E’ legittima la considerazione di non poter competere con capacità economiche di altra potenza, ma sarebbe, altrettanto legittimamente, gradita una spiegazione dirimente; gli obiettivi e le reali finalità, di chi detiene e determina le facoltà finanziarie, sono – evidentemente – fuori dalla portata mentale delle attuali esigenze.

Nulla hanno a che vedere con l’argomento in oggetto, le azioni, da ambo le parti, tracotanti, ineducate e cialtronesche.

Speriamo di non dover più assistere a tali avvilenti spettacoli, ma, forse, il giocattolo è irrimediabilmente rotto.

Come sempre, il consueto mantra: auguri a noi.