Sicurezza informatica: precauzioni per tutelare i dati sensibili sui propri dispositivi.

L’Italia risulta essere uno dei paesi maggiormente a rischio rispetto ad i reati informatici? Ma quali sono i pericoli della rete? Come ci si può tutelare? Di seguito le precauzione basilari per utilizzare i dispositivi elettronici in maniera sicura.

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come i nostri dati finiscono nel web
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L’Italia risulta essere uno dei paesi maggiormente a rischio rispetto ad i reati informatici? Ma quali sono i pericoli della rete? Come ci si può tutelare? Di seguito le precauzione basilari per utilizzare i dispositivi elettronici in maniera sicura.

Quando si parla di sicurezza informatica si fa riferimento all’insieme di tecnologie e mezzi volti alla protezione dei sistemi informatici in termini di integrità, disponibilità e confidenzialità.

Se la sicurezza informatica è un elemento fondamentale per le aziende, lo è allo stesso tempo anche per i privati, cioè per i singoli cittadini.

Secondo il rapporto 2017 del Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, l’Italia è uno dei Paesi maggiormente a rischio rispetto ad i reati informatici, che coinvolgono tanto le aziende quanto i privati; l’anno scorso, infatti,  l’Italia è risultata nella top ten mondiale delle nazioni più colpite.

Nonostante ciò, sia i privati che le aziende in Italia non sono ancora sufficientemente informati e preparati sulla cibersecurity e rischiano, per questo motivo, ogni giorno di subire gravi danni.

Chiunque si connetta ad Internet, sia da un computer aziendale che dal personal computer, smartphone, o tablet diventa una potenziale vittima di reati informatici.

Il primo passo da compiere, infatti, è quello di rendersi conto della possibile gravità della situazione.

Quando si parla di reati informatici che coinvolgono i privati, per lo più, si fa riferimento a furti d’identità o comunque di informazioni sensibili: prelievi di soldi dai conti in banca personali, danni agli stessi computer e persino, in alcuni casi, purtroppo non così rari, a  richieste di riscatti in cambio di ciò che è stato rubato attraverso Internet.

È evidente, quindi, che tanto le società che i semplici cittadini si trovano in una situazione di costante svantaggio rispetto ai virus informatici sempre più complessi e dagli effetti sempre più gravi.

Come ci si può proteggere allora da questa minaccia? Secondo gli esperti, la situazione potrebbe nettamente migliorare se i cittadini e le istituzioni piuttosto che continuare a sottovalutare questo problema, imparassero ad utilizzare correttamente tutti gli strumenti informatici di cui dispongono. Sicuramente, possiamo leggere nella sempre più imminente legge sulla privacy, Gdpr, che verrà messa in vigore nel 2018, un primo passo importante compiuto dalle istituzioni. Ma la sola Gdpr non è sufficiente a scongiurare il pericolo di futuri attacchi informatici.

Tra le precauzioni basilari per contrastare gli attacchi informatici, innanzitutto sarebbe opportuno che ogni soggetto che utilizza Internet abbia installato un sistema di antivirus aggiornato ed un firewall. Il sistema di antivirus ha lo scopo di individuare virus e malware e, nella maggior parte dei casi, è anche in grado di eliminarli velocemente; invece il firewall impedisce a chi non ha l’autorizzazione di accedere sulla propria rete o sul proprio computer. I migliori antivirus e firewall, secondo gli esperti, sono le migliori misure di sicurezza contro.

Ma ancora, più semplicemente, scegliere delle password lunghe e difficili, con numeri e simboli, è sicuramente l’elemento essenziale per proteggersi dai reati informatici.

Come rivelano ancora i dati del rapporto Clusit 2017, particolarmente rischiosi in Italia sono i ransomware e il fenomeno del phishing.

I ransomware sono un tipo di malware che limitano l’accesso al dispositivo che infettano, chiedendo un riscatto da pagare per rimuovere la limitazione; i ransomware, in particolare, sono stati protagonisti delle cronache di quest’ultimo anno, quando il virus WannaCry ha hackerato migliaia di computer in tutto il mondo. Come tutti i ransomware, WannaCry ha criptato tutti i file presenti negli hard disk degli sfortunati (anche ospedali e agenzie governative) chiedendo in cambio dello sblocco un riscatto da pagare in bitcoin.

Il phishing, invece, si riferisce a quel tipo di truffe, effettuate su Internet, nelle quali i malfattori si fingono enti affidabili di diversa tipologia, per far sì che le vittime forniscano loro informazioni personali oppure pagamenti. Si tratta, in poche parole, di pagine web false, che vengono mascherate attraverso altre pagine web ritenute affidabile, come banche o altri istituti.

Ovviamente però i ransomware ed il phishing nono sono gli unici reati informatici che si verificano attualmente. Partendo dal presupposto che i dati elaborati ogni giorno su computer, tablet e smartphone sono moltissimi, di conseguenza sono tantissime le possibilità di attacco e danneggiamento.

Il problema è che, come ricorda anche ICT Security Magazine, la maggior parte degli italiani non è sempre pronta a contrastare tutto questo.

Occorrerebbe invece, a partire da subito, una maggiore informazione e una maggiore sensibilizzazione da parte di tutti gli utenti.

A proposito di sicurezza informatica per i privati, dal momento che quasi tutti al giorno d’oggi possiedono uno smartphone, si è sviluppata recentemente la Mobile Security, che è una campo della sicurezza informatica che ha l’obiettivo di rendere più sicuri i dispositivi mobili (mobile devices).

Infatti l’accesso attraverso i dispositivi mobili ad Internet, anche semplicemente per lavorare o fare acquisti, può mettere privati ed aziende in condizioni di pericolo serie, come  furto o perdita di informazioni, oppure corruzione.

Ultimamente diversi malware tentano di infettare tablet, smartphone e laptop, in diversi modi. È possibile accedere alle informazioni personali delle persone anche attraverso un attacco alle reti wireless, quando non vi sono livelli di sicurezza quanto meno sufficienti.

Ma sono sempre più diffusi anche i virus per i dispositivi mobili, che si insediano anche attraverso SMS ricevuti o dalle applicazioni scaricate. l bluejacking, invece, consiste nel mandare messaggi anonimi ed indesiderati ad altri utenti mediante Bluetooth.

Per cui, ricapitolando, è bene osservare una serie di precauzioni: evitare di installare applicazioni se non dai market sicuri; impostare il pin per il blocco schermo; disattivare il Bluethoot quando non lo si utilizza; installare un antivirus.

Bastano quindi poche precauzione per evitare di incorrere in violazioni della propria sicurezza informatica, ed è bene che ogni utente ne sia consapevole, affinchè possa essere in grado di tutelarsi.