Sicurezza: esigenza primaria anche nel mondo dello sport (fonte La Legge per Tutti)
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La sicurezza nello sport è regolamentata in Italia non solo dalla legge ma anche da una serie di buone consuetudini messe in atto dagli addetti ai lavori

Quella della sicurezza nello sport è un’esigenza che riguarda sia il settore professionistico che quello dilettantistico. L’obiettivo degli organizzatori e delle istituzioni coinvolte, infatti, è sempre lo stesso: garantire ad atleti e spettatori benessere e divertimento in totale serenità.

Responsabilità: principio alla base della sicurezza nello sport

La corretta pratica di una qualsiasi attività sportiva, soprattutto se svolta con frequenza, necessita di una serie di accorgimenti sul piano della sicurezza. Gli atleti (professionisti o dilettanti), da un lato, e gli istruttori/allenatori, dall’altro, devono assumere un atteggiamento responsabile e di reciproco rispetto.

In termini più sostanziali, perché ciò si verifichi, è necessaria l’attuazione tanto di specifiche misure legislative quanto di alcune buone consuetudini.

Nel caso delle società professionistiche, soprattutto se di fama nazionale, molto spesso le direttive in materia di salute e sicurezza nello sport si ritrovano già sancite nei propri regolamenti interni oppure nei cosiddetti codici etici.

Tuttavia, anche nell’ambito dilettantistico, tali indicazioni si esprimono mediante l’adesione di tutti gli atleti associati a “carte dei valori”, statuti e simili forme di documentazione.

La sicurezza nello sport e il D. Lgs. 81/2008

Alla luce del D. Lgs. 81/2008, l’applicazione delle misure di sicurezza nello sport si estende esplicitamente “a tutti i settori pubblici e privati” così come “a tutte le tipologie di rischio”. In questo vasto ambito si intendono incluse ovviamente tutte le società professionistiche presenti nelle varie discipline.

In realtà, per quanto concerne le numerose associazioni no-profit operanti in ambito sportivo, il Testo Unico in oggetto non prevede specifiche direttive. Quel che emerge dalla sua lettura è un rimando ad eventuali e successive leggi finalizzate, appunto, alla definizione di una normativa ad hoc.

In una tale situazione di dubbio e incertezza, in virtù del suddetto principio di responsabilità, è consigliabile che anche i soggetti preposti alla gestione di attività ed eventi sportivi di carattere amatoriale si attengano ai dettami del D. Lgs. 81/2008. Tra l’altro, è importante ricordare come in tali organizzazioni, seppur dilettantistiche, operino istruttori o allenatori in possesso di titoli e specializzazioni, i quali hanno diritto ad una retribuzione e ad un’opportuna copertura assicurativa.

Sport sicuro in impianti sicuri

Il proprietario o comunque il gestore di una società sportiva ha l’obbligo di fornire ai propri atleti impianti a norma di legge. Il discorso equivale tanto per le strutture all’aperto (ad esempio stadi, campi di baseball) quanto per quelle al chiuso (palazzetti, piscine, ecc). In tal senso, tra le accortezze da tenere maggiormente in conto, emergono la prevenzione di incendi e la predisposizione di adeguate misure anti-sismiche.

L’importanza di alcune figure professionali

Il proprietario/gestore di una società sportiva, in qualità di Datore di Lavoro, può designare alcune figure:

  • un Rspp (Responsabile Servizio di Protezione e Prevenzione), per un più attento controllo sulle attrezzature usate dagli atleti, in particolare sui Dpi (Dispositivi di Protezione Individuale).
  • un Rls (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), figura di raccordo tra atleti e parte datoriale
  • un Medico Competente, che contribuisca alla prevenzione di infortuni ed alla gestione di particolari emergenze sanitarie

Sicurezza anche per gli spettatori

Pensare alla sicurezza nello sport, infine, vuol dire anche tutelare coloro che si recano ad assistere a manifestazioni di questo genere. Pertanto, lo svolgimento di gare aperte al pubblico richiede sempre il monitoraggio preliminare di tutti i possibili fattori di rischio da parte degli organizzatori e delle autorità competenti.

Il caso più eclatante è sicuramente quello che si sta verificando nel campionato italiano di calcio in corso: il governo e la Lega di Serie A, a causa dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus Covid-19, hanno dovuto emanare provvedimenti totalmente restrittivi in materia di accesso agli stadi sino al prossimo 3 aprile.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.