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La sicurezza sul lavoro è indispensabile e deve essere diversificata e adattata alle esigenze di ogni mestiere. Come sono valutati i rischi al tempo del Coronavirus?

La sicurezza sul lavoro e la salute del lavoratore vanno perseguite tramite la prevenzione che si crea grazie alla formazione e all’informazione.

Il lavoratore non è solo “il soggetto tutelato”, ma anche parte attiva di questo processo e deve essere consapevole delle proprie condizioni lavorative e dei rischi che corre.

Nel Testo unico della sicurezza sul lavoro il D.Lgs 81/2008 e s.m.i. hanno enunciato le direttive comunitarie che si fondano sul principio della programmazione e partecipazione di tutti i soggetti per migliorare le condizioni di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori.

Il testo, pertanto elenca tutte le misure generali di tutela e di sicurezza del sistema aziendale, le quali dovranno poi essere integrate dalle misure di sicurezza previste per i rischi specifici.

sicurezza e prevenzione sul lavoro

Per far sì che le precauzioni adottate abbiano un riscontro positivo bisognerà integrarle con attività formative rivolte ai lavoratori e a tutte le figure interessate alla materia di sicurezza e prevenzione sul lavoro.

Quando nasce la sicurezza sul lavoro?

La regolamentazione in ambito di sicurezza e salute sul lavoro è un fenomeno piuttosto recente.

La  preoccupazione in merito alla salute dei lavoratori nasce in seguito ai movimenti dei lavoratori dopo la rivoluzione industriale.

Il primo ad operare nel campo della sicurezza sul lavoro fa un medico italiano, Bernardino Ramazzini, che nel 1700 aveva compiuto una serie di studi dando vita alla medicina del lavoro effettuando diagnosi sulle malattie professionali.

lavoro e sicurezza

Ramazzini  fu il primo ad elaborare delle indicazioni per la difesa degli operai.

Anche intorno al 1800 in Inghilterra furono fondate le Leggi delle Fabbriche nate in seguito alla preoccupazione per la cattiva salute dei bambini che lavoravano nei cotonifici.

In Germania la prima Legge sulla Previdenza Sociale nacque nel 1883 e l’anno successivo vi fu la prima Legge sulla compensazione dei lavoratori.

In Italia il Parlamento approvò la prima Legge sull’assicurazione obbligatoria degli operai nel lavoro 15 anni dopo dalla Germania, istituendo la Legge numero 80 sugli infortuni degli operai sul lavoro promulgata il 17 marzo 1898.

Solo più tardi venne istituita la settimana lavorativa di 40 ore, mentre  nel Codice Civile nasce l’articolo 2087 che definisce la tutela delle condizioni di lavoro e prevede che l’imprenditore debba adottare nella propria azienda le giuste misure di sicurezza per tutelare l’integrità fisica e psicologica dei prestatori di lavoro.

 

sicurezza da coronavirus

Un altro momento storico è rappresentato dallo Statuto dei lavoratori nel 1970,divenuto un caposaldo del sistema di tutele e garanzie della nostra Costituzione.

A segnare la vera svolta fu l’emanazione del decreto legislativo 19 settembre 1994 n.626 che introdusse diverse direttive europee tra cui la 89/391/CEE alla quale sono stati poi integrati diversi decreti dagli anni 50 in poi.

La sicurezza sul lavoro ai tempi del Coronavirus

In questi giorni di emergenza Coronavirus le aziende e i rispettivi datori di lavoro devono adottare le giuste misure di sicurezza per evitare il contagio sul lavoro.

Chiaramente, le misure cautelari devono essere in linea con i principi legislativi oltre che adeguarsi perfettamente alla particolarità del lavoro, all’esperienza e alla tecnica del mestiere.

protezione e prevenzione

Nel caso specifico del virus CoVid-19 la valutazione dei rischi si rende ancor più necessaria nel caso in cui i lavoratori siano esposti all’agente biologico durante le proprie attività.

Il datore di lavoro in questo caso deve valutare i rischi potenziali e i peculiari rischi ambientali legati alle caratteristiche del luogo dove il lavoratore sta prestando servizio.

Questi rischi sono legati alla situazione Geopolitica del paese nonché alle condizioni sanitarie del contesto dove vi è una forte possibilità di manifestazione in correlazione all’attività lavorativa svolta.

Tuttavia, è chiaro che le precauzioni prese e le norme rispettate nel contesto lavorativo non possono essere utilizzate per sostenere l’obbligo di valutazione dei rischi da Coronavirus.

Bisogna chiarire che lavorare in una stabilimento industriale o in una qualsiasi azienda non aumenta il rischio biologico rispetto al resto della popolazione.