Le sigarette elettroniche sono innocue per la salute?
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Sulle sigarette elettroniche si è detto tutto ed il contrario di tutto. C’è chi afferma che siano innocue e che addirittura aiutino a smettere di fumare, altri invece, dopo le morti sospette in America, le classificano come estremamente pericolose

Le sigarette elettroniche hanno riscosso un’incredibile successo, il mercato negli ultimi anni è in costate crescita, a livello mondiale si stima che nel 2020 toccherà la soglia dei 14,4 miliardi di dollari. La fortuna di questo prodotto si basa principalmente sull’idea che questi dispositivi, a differenza delle sigarette normali, siano innocui per la salute. Tuttavia, lo scorso agosto negli Stati Uniti si è registrato il primo caso di decesso collegato all’uso delle sigarette elettroniche. Cerchiamo di capire allora come stanno effettivamente le cose.

Il caso americano

In America, secondo stime non ufficiali, circa 2000 persone sarebbero state ricoverate in ospedale con vari sintomi, nella maggior parte dei casi si tratta di una grave crisi respiratoria, attribuiti proprio all’uso delle sigarette elettroniche. Dopo il primo ragazzo deceduto in Illinois, di cui si è saputo il 23 agosto, ci sarebbero stati almeno altri 39 morti per lesioni polmonari associate in qualche modo alle e-cig. I medici al momento non sono ancora riusciti a determinare cosa abbia determinato la morte di queste persone. Alcuni dottori parlano di polmonite lipoide acuta, provocata dall’inalazione di sostanze oleose, altri invece, hanno riscontrato lesioni chimiche. I sospetti al momento ricadono sulla vitamina E acetato, un composto oleoso usato come additivo nei liquidi. Tuttavia, i medici non escludono derivino da un uso improprio dei dispositivi, alterati probabilmente con liquidi a base di cannabis.

La diatriba scientifica

Dalla loro prima comparsa sui mercati le e-cig sono state oggetto di molte ricerche per determinare il loro impatto sulla salute pubblica. Gli esiti di questi studi purtroppo al momento appaiono in contrasto fra loro e di conseguenza anche la comunità scientifica risulta spaccata. Le ultime due ricerche riassumono perfettamente il forte conflitto esistente in materia. Uno studio del 2018, pubblicato sulla rivista PlosOne, ha evidenziato che i danni sulla salute dei consumatori provocati dalle e-cig sarebbero in realtà maggiori rispetto ai benefici. La pensano diversamente, invece, gli autori dello studio pubblicato quest’anno sul New England Journal of Medicine, secondo cui le sigarette elettroniche sarebbero più efficaci della terapia a base di nicotina nella lotta contro il fumo.

L’errata convinzione che le sigarette elettroniche siano innocue

Tuttavia, ciò che in primis ha generato confusione sull’argomento è stato il rapporto della National Academies of Sciences americana, intitolato Public Health Consequences of E-Cigarettes, pubblicato agli inizi del 2018. Secondo gli autori dello studio, infatti, dai test tossicologici effettuati e dagli studi clinici di breve durata è emerso che le e-cig sono “probabilmente assai meno dannose del fumo di tabacco”, ed è stata proprio questa frase ad essere utilizzata impropriamente dai produttori di sigarette elettroniche. È vero che le e-cig contenendo un numero inferiore di sostanze tossiche, e a livelli più bassi rispetto al fumo di tabacco e che di conseguenza sono meno dannose delle sigarette normali. Ciò, tuttavia, non vuol dire che siano innocue. Gli scienziati hanno, infatti, evidenziato che per documentare i primi danni sul fumo ci sono voluti decenni pertanto è ancora troppo presto per capire l’impatto delle e-cig sulla salute.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.