Il flusso di informazioni, nell'Industria 4.0, è di fondamentale importanza
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Le informazioni hanno ormai un valore che cresce di anno in anno. Se ne è parlato nel pomeriggio di ieri, 14 novembre, durante la seconda edizione del simposio che si è tenuto al Foro Italico (Roma) dal titolo “Geopolitica del Digitale – Nuovi confini, crescita e sicurezza del Paese

Alla conferenza, organizzata da Elettronica, azienda leader nel settore della cyber intelligence, e dal think thank Ambrosetti, hanno preso parte personalità importanti per la geopolitica italiana come il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta e il Presidente di Elettronica, Enzo Benigni.

Il crescente valore della data economy nell’Unione Europea

Durante il simposio è emerso il dato interessante che, attualmente, in Europa il valore delle informazioni (di carattere informatico) è pari a 60 miliardi di euro. Tra due anni, nel 2020, ci sarà un ampliamento esponenziale dei dati in rete, condizione che comporterà in parallelo un aumento del valore di queste informazioni.

I maggiori data center, già oggi, rivestono un ruolo fondamentale per tutte le aziende e compagnie interessate a conoscere i gusti, gli interessi e le idee dell’uomo comune al fine di influenzarne le scelte. Gestire questo flusso di informazioni è una questione della massima urgenza.

La situazione italiana

La situazione italiana, purtroppo, non è delle migliori per ciò che concerne l’Industria 4.0. L’86% circa delle aziende del Bel Paese, infatti, non solo non utilizza alcuna tecnologia derivante dall’Industria 4.0 ma non investe neppure nel proprio futuro. A risultare maggiormente colpite troviamo le industrie del Mezzogiorno e le Piccole e Medie Imprese (PMI).

Quali minacce abbiamo all’orizzonte?

Un altro interessante tema, trattato da questo simposio, ha riguardato le nuove minacce informatiche e il modo in cui neutralizzarle. In Italia, soltanto nel 2017, sono stati riscontrati circa 1.200 gravi attacchi informatici.

Per neutralizzare queste minacce, e più in generale per consolidare l’Industria 4.0, è necessario che tutta l’Unione Europea investa nei giovani e nelle competenze digitali. Ad oggi molte aziende europee hanno difficoltà a individuare i talenti adatti a ricoprire le nuove e necessarie “posizioni 4.0”.

Una situazione francamente inammissibile, che deve essere risolta il prima possibile se non vogliamo rimanere indietro nella competizione tecnologica.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.