smart working in italia
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Che lo smart working (lavoro agile) si sia fatto largo tra aziende e dipendenti è cosa risaputa; il lavoro da casa è diventato sempre più un’alternativa al classico svolgimento delle proprie funzioni in azienda, sia per motivi logistici-temporali sia perché questo non ha comportato alcuna riduzione economica per chi sceglie di firmare un contratto smart.

Per le aziende, inoltre, lo smart working ha prodotto anche vantaggi economici visto che si è ridotto il numero di personale presente in sede e, di conseguenza, l’ammontare di alcuni costi (vedi l’energia elettrica) ha subito un notevole calo. Anche in Italia lo sviluppo del “lavoro agile” è abbastanza in linea con la crescita che è avvenuta nel resto del mondo.

Le aziende italiane, infatti, hanno deciso di aprirsi sempre più allo smart working visto, ormai, come una vera e propria innovazione alla tradizionale forma di lavoro svolta in sede; la trasformazione ha introdotto il concetto di “spazio digitale” come sostituto del classico spazio fisico, per il quale la presenza del dipendente in azienda è obbligatoria.

Grazie ad una ricerca condotta da OnePoll, azienda di marketing con sede a Londra specializzata nelle ricerche online di mercato, ma commissionata da Citrix, multinazionale statunitense che si occupa di tecnologie varie (come software, cloud computing o networking), si è cercato di capire come le aziende vedono lo smart working.

I risultati hanno evidenziato che, ad oggi, per le aziende, i vantaggi del lavoro agile vincono sui dubbi e che i rischi sono posti in secondo piano rispetto ai benefici. Per tutti questi motivi, i titolari delle imprese si sono manifestati subito molto propensi al cambiamento. L’analisi ha coinvolto circa 500 persone residenti in Italia (tra Nord, Centro e Sud) e occupate nel nostro territorio; l’età degli intervistati ha coperto la fascia 18-55 anni.

Oltre il 70% degli intervistati ritiene il lavoro agile un’autentica realtà innovativa

Entrando nel dettaglio dell’analisi di OnePoll, gli intervistati hanno dichiarato che il lavoro da casa è un’ottima alternativa al tradizionale lavoro d’ufficio; ben il 70%, infatti, ha tracciato questa linea mentre meno del 4% ha ritenuto lo smart working come una forte minaccia da evitare per la propria carriera lavorativa.

Agli intervistati, inoltre, è stata posta un’altra domanda, ovvero se lo smart working può essere definito come qualcosa di concreto, che in futuro possa diventare la quotidianità o se, viceversa, è da considerare ancora come qualcosa di astratto che può ridursi e sparire lentamente nel tempo; i risultati evidenziano un netto 50,4% per la prima opzione mentre, per la seconda, si registra un 26,4%.

Benjamin Jolivet, il Country Manager della Citrix Italia, ha affermato, in una recente intervista, che lo smart working è la realtà, che lo spazio fisico è superato e che al suo posto c’è quello digitale, dove i lavoratori possono connettersi da un remoto ovunque si trovino e in qualunque momento per poter svolgere le proprie funzioni per l’azienda.

Jolivet, inoltre, ha sostenuto che la trasformazione del lavoro riguarda un po’ tutti i settori del mercato e a farla da padrone è la tecnologia; è questo, infatti, l’elemento che ha portato le aziende ad aprirsi allo smart working e ad accettare le proposte dei propri dipendenti di lavorare comodamente da casa; ad appoggiare questa tesi ben il 91% dei titolari delle imprese, facente parte del campione analizzato da OnePoll.

Altri dati emersi da questa ricerca, invece, hanno evidenziato che il 41% degli intervistati ha sviluppato un forte senso di appartenenza verso le nuove tecnologie derivanti dall’iperconnessione del lavoro agile e il 28% ha, addirittura, utilizzato una tecnologia migliore in modo del tutto autonomo.

Naturalmente ci sono anche aspetti negativi che la ricerca ha prodotto, come ad esempio un 31,82% che si è lamentato della connessione internet troppo lenta, un 13,64% che ha bisogno di una strumentazione per la messaggistica istantanea o per la videoconferenza più adatta o, ancora, un 50% che ha ritenuto inefficaci i tool di sincronizzazione e condivisione adottati attualmente dalle aziende.

Questi risultati, in gran parte positivi, sono anche frutto della possibilità, per i dipendenti, di lavorare almeno una volta a settimana da casa, senza dover “perdere” tempo nel raggiungere la propria sede lavorativa. Proprio secondo la quantità di lavoro agile svolto, l’analisi ha confermato che circa il 22,4% degli intervistati ha dichiarato di svolgere il proprio lavoro da casa una volta a settimana, il 23% tutti i giorni, il 10,40% una volta ogni due settimane, il 5,8% una volta al mese mentre, infine, l’11,6% meno di una volta al mese.

Lo smart working in Italia, quindi, piace e riesce a diffondersi senza problemi portando nelle aziende tanti benefici e rendendo i dipendenti molto più felici e produttivi rispetto al passato; si può affermare, quindi, che il lavoro agile è una realtà e ha tutti i presupposti per resistere, ed esistere, sempre più nel futuro di tutte le aziende mondiali.