Presentato a Napoli il primo smartwatch contro la violenza sulle donne. Tra qualche giorno partirà la sperimentazione. In caso di necessità lo smartwatch potrà essere attivato per chiedere aiuto
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Presentato a Napoli il primo smartwatch contro la violenza sulle donne. Tra qualche giorno partirà la sperimentazione, in caso di necessità lo smartwatch potrà essere attivato per chiedere aiuto

Nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, arriva lo smartwatch che tutela le vittime di abusi. In Italia, purtroppo, il numero delle donne vittime di violenza non accenna a diminuire, molte di queste abitano al Sud. Inoltre, molto spesso capita che per paura le vittime ritirino le denunce. Questo nuovo supporto tecnologico ha l’ambizioso obiettivo di far diminuire il numero di aggressioni e femminicidi.

Un supporto concreto alle donne vittime di violenza

La Fondazione Vodafone e l’associazione Woman Care Trust hanno finanziato il progetto. Lo smartwatch di ultima generazione, in dotazione all’Arma dei Carabinieri, in caso di aggressione potrà essere utilizzato per chiedere aiuto, basterà toccare lo schermo per far partire una chiamata al numero d’emergenza 112. Lo smartwatch, nel frattempo, registrerà e trasmetterà le immagini e gli audio che potranno essere utilizzate dagli investigatori come prove di reato.

La chiamata arriverà direttamente al Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli, ad attenderla ci saranno un carabiniere referente tecnico e un referente investigativo che rapporterà all’Autorità giudiziaria. In tempo reale saranno trasmesse anche tutte le informazioni necessarie e le coordinate geografiche.

Il generale di brigata Maurizio Stefanizzi, comandante della Legione Carabinieri ‘Campania’ ha dichiarato “Questo strumento è stato fortemente voluto dall’Arma e dalla Procura distrettuale di Napoli con la finalità di assistere in modo concreto anche a distanza donne e soggetti deboli vittime di violenza. I carabinieri sono al fianco e in campo per le donne tutti i giorni e con questa nuova tecnologia vogliamo provare a garantire una vicinanza e un’azione ancora più puntuale e tempestiva “. Potranno accedere al progetto tutte le donne in comprovate situazioni di crisi.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.