Solo un mese al GDPR: ecco l’età minima sul consenso al trattamento dati

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GDPR

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha imposto, come adeguamento al regolamento GDPR, l’età minima di 16 anni

Tra un mese esatto, 25 maggio, il GDPR (General Data Protection Regulation) avrà piena efficacia eppure questo 2018, almeno dopo quattro mesi, sta scatenando un turbinio di scandali sulla privacy che sta ponendo, a sua volta, utenti e aziende su due piani completamente diversi tra loro; i primi impauriti, perché costatano quanto sia rischioso porre i propri dati personali nelle mani dei social network o delle imprese e le seconde, invece, spiazzate e che cercano di correre ai ripari per non trovarsi nella stessa posizione in cui si trova Facebook, dopo lo scandalo con Cambridge Analytica.

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Un aspetto molto delicato, considerando la categoria di utenti coinvolti, è quello dell’età minima per il consenso al trattamento dati che coinvolge minori; da Roma, e nello specifico dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA), si precisa che tutti i ragazzi compresi in una fascia d’età che parte dai 16 anni a salire potranno consentire il trattamento dei propri dati senza il supporto di genitori o eventuali tutori.

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Anche la normativa italiana si adegua al GDPR sul trattamento dati

Questa scelta dell’AGIA, tuttavia, non è identica a quella dei paesi dell’Unione Europea; gli stati membri, infatti, hanno l’opportunità di abbassare, se lo ritengono opportuno, la soglia minima prevista per esercitare il consenso sul trattamento dei propri dati fino ad un limite minimo di 13 anni.

Ma quest’opzione non è mai stata presa in considerazione dall’Italia nemmeno per un momento.

Come si legge dalle parole di Filomena Albano, a capo dell’AGIA, abbassare la soglia è inimmaginabile in quanto viviamo in una società dove manca un adeguamento programma educativo che possa indirizzare i minori ad un corretto, e consapevole, uso dei propri dati sui social network o su altri siti internet.

Filomena Albano garante infanzia

La Albano, anzi, sottolinea che è molto importante garantire un utilizzo delle informazioni personali per finalità esclusivamente di sicurezza e riuscire a fornire ai minori un linguaggio comprensibile sull’informativa del trattamento dati.

L’AGIA dopo aver scelto l’età minima senza alcun ripensamento, quindi, è in attesa dell’esecutivo per il decreto legislativo che porterà all’adeguamento della normativa italiana al GDPR che, ricordiamo ancora, sarà efficace dal prossimo 25 maggio.