Startup dei sogni dagli USA al Bel Paese
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Un’idea meravigliosa nella mente per una startup innovativa

Pensieri attivi si tramutano in concetti creativi e, quindi, in idee che possono generare attività e posti di lavoro. Così si inizia a parlare di startup con, appunto, un’idea innovativa incentrata su un modello di impresa, con intrinseche potenzialità organizzative e di crescita, in un determinato settore economico.

Una startup di successo

L’ ERA (Entrepreneurs Roundtable Accelerator), l’acceleratore della tavola rotonda degli imprenditori, con sede a New York, uno degli incubatori con un vasto giro di consulenti ed esperti, è il canale privilegiato dall’Italia per far sbocciare le startup nostrane.
Al riferimento americano vengono indirizzate le innovazioni italiane, con l’auspicio di essere affiancate da esperti in grado di aiutare i giovani imprenditori a crescere, indirizzando per il verso giusto la creatività che dimostrano nelle proprie capacità. L’Istituto per il Commercio con l’Estero ha offerto, ad un centinaio di startup, l’opportunità di un tirocinio presso la struttura statunitense.

Il mercato statunitense

La possibilità di un mercato piccolo, come viene definito quello italiano, di competere con un mercato grande, quello europeo, aumentano in maniera notevole e, pertanto, se una startup vuole diventare competitiva nel settore di afferenza, gli Stati Uniti sono il posto migliore dove formarsi.
Alcune già attive, altre ad uno stadio iniziale, tutte le imprese della filiera innovativa riconoscono l’esperienza newyorkese come un punto fondamentale, una svolta basilare. Esperienze formative, in un mercato completamente diverso, hanno consentito un arricchimento molto approfondito per migliorare il prodotto di ciascuna realtà, per poter competere a livello globale.
Esiste, evidentemente, un sistema premiante del riconoscimento lavorativo ed una meritoria comprensione degli sforzi intrapresi. Tutti, nelle dinamiche dell’ERA, comprendono la concretezza del fare e l’effettivo impegno profuso; senza contare che un supporto all’estero è fondamentale per poi fare la differenza.

Il mercato italiano

Senza nulla togliere alle strategie della Grande Mela, non possiamo trascurare l’I3P di casa nostra. L’Incubatore Imprese Innovative del Politecnico di Torino, diretto dalla Professoressa Paola Mogliotti, ha vinto recentemente il primo premio quale incubatore pubblico. Una miscela vincente di ingredienti che ha portato allo sviluppo di un ecosistema nostrano a favore delle giovani imprese.
Un altro successo targato Italia è quello di Wise Mind Place, una piattaforma online dedicata alle innovazioni. Il “Posto della Mente Saggia” è uno spazio, ideato dalla bolognese Jessica Abbuonandi, in cui tutte le idee possono trovare la fattibilità e concretizzarsi, utilizzando tutte le opportunità che offre il mondo dell’innovazione. Tale azione è anche “tutelata”, nel senso che ogni accesso è registrato e riservato in modo da preservare la proprietà intellettuale e quella industriale. In tal modo l’idea viene “protetta” finché non addiviene al risultato auspicato.

New York

Giusto per fornire dati certi, a New York nel 2013 erano censiti circa cinquantamila posti di lavoro legati alle startup, oggi sono oltre trecentomila; attualmente ci sono novemila imprese della forma in argomento contro le mille del 2013 e Google allora aveva tremila dipendenti ed oggi ne conta novemila. Questi i numeri dell’esplosione della creatività, con il valore aggiunto che oltre la metà delle menti impegnate in America, sono nate all’estero, con elevata presenza italiana.
In pratica, diventando il secondo polo di attrazione di capitali di tutti gli Stati Uniti, New York ha tutte le caratteristiche positive per favorire la crescita in un settore da considerarsi, ormai, il futuro del mondo intero.

La soluzione

La sentita esigenza della consistenza italiana, nel segmento imprenditoriale in argomento, sta tutta nel fattore di rischio degli investimenti; è questa la differenza basilare con il mercato estero. Il nodo è che essendo tutte idee innovative, tante non troveranno riscontro , ma è altrettanto vero come le potenzialità di sviluppo sono altissime e, di conseguenza, vanno perseguite con la convinzione che saranno finanziate anche, e soprattutto, idee destinate al successo. Insomma, in Italia uno dei limiti più “pesanti” è la carenza del capitale di rischio e perciò tante startup cercano la realizzazione fuori; è la sola soluzione per poter camminare su gambe solide, in maniera da inserirsi in un mercato di grande espansione.
Un dato è, tuttavia, incoraggiante: nel 2019, fino ad oggi, sono stati quattordici i miliardi di euro investiti.