Washington, shutdown mette in pericolo la sicurezza informatica degli americani
Washington, shutdown mette in pericolo la sicurezza informatica degli americani
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Gli Stati Uniti sono al 24esimo giorno di government shutdown. Secondo esperti, per questo motivo, il Paese a Stelle e Strisce sarebbe a rischio di attacchi hacker

Government Shutdown, ovvero il blocco delle attività del Potere Esecutivo statunitense ogni qual volta il Congresso non approva il bilancio federale, pesa in questi giorni come un macigno sugli Stati Uniti d’America e sta mettendo in pericolo la sua sicurezza informatica.

Senza l’approvazione del bilancio delle spese federale, non è possibile il finanziamento delle diverse attività amministrative. In pratica, tutti gli uffici federali vengono chiusi, tranne quelli indispensabili, per i quali il personale necessario deve lavorare gratis.

Cosa sta succedendo ai siti governativi degli Stati Uniti?

Diversi siti governativi, dalla Nasa al Pentagono, hanno il certificato di sicurezza informatica scaduto e non possono riconfermarlo a causa del blocco delle attività del Potere Esecutivo.

Gli hacker potrebbero, dunque, penetrare nelle difese informatiche di Washington e inserirsi tra i siti federali e i fruitori che li visitano.

Netcraft

Ha lanciare l’allarme è stata Netcraft, società inglese specializzata nel monitoraggio informatico, con sede in Gran Bretagna, a Bath. Il problema deriva da una semplice constatazione di fatto: molti di questi siti internet di governo contengono diverse informazioni personali di cittadini americani.

Hacker, pericolo sempre presente
Hacker, pericolo sempre presente

Se la protezione informatica salta, questi dati telematici sono facili prede di hacker senza scrupoli. Non solo, se il government shutdown dovesse proseguire ci saranno sempre più siti scoperti., aumentando così le opportunità di agire indisturbati da parte dei pirati informatici.

I certificati di sicurezza

I certificati di sicurezza, ovvero la protezione informatica, sono uno strumento cardine della difesa telematica americana. In sostanza sono delle chiavi crittografiche, le quali permettono la verifica di un sito.

Per evitare un disastro occorre un’azione energica da parte di Washington, mettere da parte lo scontro politico, agendo per il meglio degli Stati Uniti d’America.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Sta concludendo il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata.