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Steve Bannon: non sapevo nulla di quanto accaduto

Steve Bannon rigetta le accuse riguardanti un suo coinvolgimento sui dati rubati a Facebook da Cambridge Analytica Steve Bannon, vicepresidente di Cambridge Analytica tra il 2014 e il 2016 e organizzatore della vittoriosa campagna elettorale che ha portato Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti d’America, ha finalmente risposto alle accuse

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Cambridge Analytica

Steve Bannon rigetta le accuse riguardanti un suo coinvolgimento sui dati rubati a Facebook da Cambridge Analytica

Steve Bannon, vicepresidente di Cambridge Analytica tra il 2014 e il 2016 e organizzatore della vittoriosa campagna elettorale che ha portato Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti d’America, ha finalmente risposto alle accuse che gli sono state rivolte dai media di tutto il Mondo riguardo ai dati di 50 milioni di utenti Facebook che sono stati sottratti fraudolentemente dalla società di consulenza politica che ha contribuito a costituire.

In una conferenza svoltasi la sera del 22 marzo a New York, e riportata dal Guardian, ha spiegato al suo intervistatore Lionel Barber (editore del Financial Times) che lui non era già più vicepresidente della società durante la corsa presidenziale vinta da Trump nel 2016 e che non era mai stato a conoscenza dei dati rubati alla compagnia di Mark Zuckerberg.

Dopo aver iniziato l’intervista sulla difensiva, Bannon passa all’attacco sostenendo come tutti siano a conoscenza del fatto che i dati di Facebooksiano sul mercato a favore del miglior offerente”.

L’ex guru di Trump rincara la dose affermando che è stata la stessa Facebook ad aver iniziato ad utilizzare le notizie dei loro clienti a fini politici per agevolare  con queste informazioni la campagna di Barack Hussein Obama nel 2008.

Come ha concluso Bannon questa sorta di autodifesa? Con queste parole che esprimono molto bene il suo attuale stato d’animo oltre che la sua opinione sulla situazione attuale: “Siete tutti servi della gleba. Ricompensati molto bene, ma rimanete pur sempre degli schiavi.

Le informazioni sono a disposizione di chiunque paghi bene.

Voi date loro i vostri dati e loro li rivendono, guadagnandoci un ampio profitto. Controllano la vostra vita e voi non ve rendete conto”.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.