Steam
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Lo store di Epic Games ha da poco annunciato l’esclusiva di Metro Exodus, assestando un duro colpo a Steam ed al suo creatore, Valve.

Store digitali

Facciamo prima un po’ di chiarezza: gli store digitali sono un luogo non fisico in cui è possibile acquistare licenze per usufruire dell’applicazione, del videogioco, dell’accessorio in questione. Ad oggi, il più famoso store digitale è Steam, prodotto da Valve (da cui ancora ci si aspetta Half Life 3), che conta un numero di oltre 150 milioni di utenti, di cui almeno un terzo attivi quotidianamente. Il patrimonio economico del re degli store digitali si aggira intorno ai 4,3 miliardi di dollari, centesimo più, centesimo meno. Per far capire quanto sia potente il colosso, basti pensare che la medaglia d’argento spetta allo store di CD Projekt (la stessa casa che ha dato i natali a The Witcher), il cui giro di dollari è fermo a “soli” 98 milioni annui. Good Old Games, successivamente GOG.com, ha poi dovuto cedere alcuni diritti di esclusiva a Steam, in quanto le vendite di alcuni nuovi giochi, primo fra tutti Thronebreaker: The Witcher Tales, non ha rispecchiato le aspettative di vendita preventivate.

Epic Games Store: una nuova minaccia

Epic Games, la casa di sviluppo che ha lanciato sul mercato l’ingombrante Fortnite, ha recentemente aperto un proprio store. Si tratta di Epic Games Store, creatura nata il 4 Dicembre tra lo stupore generale. La mossa sembrava apparentemente insensata, non avendo granché su cui far forza, ma poi si è arrivati al dunque. Fortnite, a cui è possibile giocare gratuitamente, prevede l’acquisto di skin, tag e movement in qualsiasi momento tramite la piattaforma. Ma le novità non sono finite qui.

Molti vantaggi per tutti

I programmatori, su Epic Games Store, hanno infatti un canale privilegiato rispetto alla controparte di Valve. Innanzitutto i profitti della vendite ammontano all’88% del totale, rispetto al 70% di Steam. Inoltre, è bene ricordare che il motore grafico Unreal è di proprietà di Epic, che lo aggiorna e migliora costantemente dandolo in licenza agli sviluppatori che ne fanno richiesta. Il pagamento equivale al 5% dei profitti del gioco, ma solo qualora questo venga messo sul mercato. Inoltre, questo 5% non verrà richiesto qualora il gioco sia presente sullo store di Epic Games, che pagherà addirittura il mancato profitto qualora il gioco vada male e sia un’esclusiva Epic Games Store.

Unreal

Se il nome Unreal vi ricorda qualcosa, è perché alcuni dei giochi più giocati negli ultimi tempi come God of War 4, Kingdom Hearts III, Hellblade: Senua’s Sacrifice e lo stesso Fortnite sono stati creati grazie a questo processo, senza dimenticare i giochi in arrivo come Days Gone e Gears 5.

Doppio colpo

Un duro colpo che, oltre all’esclusiva di Metro Exodus e di The Division 2, mette i bastoni tra le ruote al treno di Valve. Se, dopo appena 60 giorni, questi sono i risultati di Epic Games, vorrà dire che dovremo aspettarci molto dallo store di Tim Sweeney, che puntando su una gestione molto mirata ed una scelta di capolavori, sembra ricalcare la strada che ha percorso Steam per arrivare dov’è.

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Nato a Napoli nel 1993, consegue il diploma di maturità classica presso il liceo Umberto I, dopodiché decide di abbandonare gli studi canonici per dedicarsi alla scrittura ed alla recitazione. Per quest’ultima si trasferirà a Roma, frequentando accademie e laboratori di recitazione, che lo porteranno a tornare a Napoli nel 2017. La scrittura è una passione che, fin dall’adolescenza, è divenuta sempre maggiore, affiancandosi all’amore per il cibo e per i videogiochi.