Ciaculli_e_Monte_Grifone (Fonte Wikipedia)
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Nella Strage mafiosa di Ciaculli morirono 7 servitori dello Stato. I responsabili certi sono tuttora ignoti

Cosa Nostra perpetrò quel 30 giugno del 1967 una delle più efferate stragi che la criminalità organizzata abbia effettuato degli anni ’60. L’episodio fa parte della cosiddetta Prima guerra di Mafia.

Quel giorno, a Ciaculli (Palermo), morirono 7 uomini appartenenti alle Forze dell’Ordine, a causa dell’esplosione di un ordigno posto nel bagagliaio di un’Alfa Romeo Giulietta. 

Strage di Ciaculli

A causa della violenta esplosione morirono 4 carabinieri, 2 soldati e un poliziotto. 

Ricordiamo i loro nomi e il loro estremo sacrificio per un mondo migliore: 

Eugenio Altomare (appuntato); Giorgio Ciacci (soldato); Silvio Corrao (maresciallo di Polizia); Marino Fardelli (appuntati); Mario Malausa (tenente dei C.C. e comandante della tenenza di Roccella); Pasquale Nuccio (maresciallo dell’Esercito) e Calogero Vaccaro (maresciallo dei Carabinieri). 

Fu proprio Malausa, durante il controllo del veicolo, ad aver aperto il bagagliaio contenente il letale esplosivo. 

L’antefatto

Una telefonata anonima aveva avvisato la Questura di Palermo della presenza, nella periferia della città, di un veicolo sospetto. 

I militari rinvennero, così, la fatidica automobile, con le portiere aperte. 

Furono chiamati gli artificieri per disinnescare eventuali bombe. Questi ultimi rinvennero e resero innocua una bombola con una miccia. 

Fu subito dopo che Malausa aprì il bagagliaio della vettura. 

Chi furono i responsabili?

Non si è mai saputo, con certezza, chi fossero i responsabili dell’insano gesto. Sembra che l’obiettivo non fossero le Forze dell’Ordine ma il locale boss Salvatore Greco e il suo collega Giovanni Di Peri

Il celebre collaboratore di giustizia, Tommaso Buscetta, nel 1984, ha dichiarato che l’unico responsabile di quelle morti debbe essere considerato Michele Cavataio.