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Le solite, incomprensibili, dialettiche

A idilli incoerenti, nella centralità, si contrappongono maggioranze frammentate a livello territoriale; a variegate sinergie, nel contesto nazionale, fanno eco locali interessi, con insensate diatribe.

Esiste una forza preponderante, al cospetto di un’opposizione balbettante?
Non è dato sapere. La sola, unica, certezza che continua – anche con una buona dose di imbarazzo nell’ascolto –  è il perseverare nell’annunciare provvedimenti e divulgare pozioni magiche.

Soglie di affidamento, commissari per la riapertura delle scuole, convergenza sull’abuso d’ufficio, specifiche regole per non far scattare il connotato criminoso, condivisione di dati tra gli ufficio, abolizione di scartoffie, snellimenti procedurali, Paese a portata di click, dossier autostrade al palo e…annunciano – appunto, un altro annuncio – di essere già al lavoro sul prossimo provvedimento.

Dubbi, incertezze e cattivi pensieri

All’uomo della strada, cioè quell’essere cui proprio noi – addetti ai lavori – dovremmo dare voce, la domanda nasce spontanea: ”Ma qui ci fanno o ci sono?”.

Echeggiano ottimismi e si dispensano auspici; si definiscono tempistiche spiegando che, tutto sommato, il brusco cedimento del PIL non deve spaventare; conferenze stampa – di conosciuta valenza…purtroppo – informano circa ragionamenti su terapie d’urto, scostamenti di bilancio e elucubrazioni sul MEF, tutti argomenti da definire prima che andiamo in vacanza.
E qui, dopo le ansie ed i timori – dovuti anche al fatto di averci capito quasi nulla, fino ad ora – subentrano le maligne riflessioni.

Vacanze? In un suo grande successo cinematografico – “Un sacco bello” del 1980 – il grande Carlo Verdone varò: “In che senso?”.
Una ricorrente domanda, a se stesso, quando non ci si raccapezzava circa le realtà esterne.
Ecco, questo è quanto avverte, credo, l’uomo della strada.

L’uomo della strada

Forse è necessario spiegare, a “Lorsignori” (per i meno datati, informarsi su tale Fortebraccio) l’uomo della strada è colui che deve portare avanti la baracca; è quella tipologia di cittadino che deve fare i conti con le utenze, le spese, gli imprevisti, i disservizi pubblici, i ritardi cronici, le incongruenze sociali.

E’ immorale, alla luce di quanto accaduto fino ad oggi, essere ancora talmente “reticenti” alle proprie responsabilità.
Aprile, Cura Italia, Maggio e “Rilancio”, Snellimento – altre cento pagine e quarantotto articoli, dopo le circa cinquecento pagine e i duecentosessantasei articoli del “capolavoro” scorso – per avere ancora un Paese allo sbando; un Popolo senza una prospettiva e  con il rischio, per niente aleatorio, di un riverberarsi del virus, al prossimo autunno.

Si resta in attesa di sviluppi, nel più pieno e totale disagio; si attendono concrete risposte, nell’approssimazione cui siamo relegati; si reiterano divulgazioni, non supportate dalla condivisione delle altre forze alleate, o presunte tali.
La certezza è che la propaganda elettorale continua; incessante, diuturna, finanche inspiegabile, per quell’uomo della strada in argomento.

Sei Regioni in cerca del Presidente, sembra quasi un “giuoco delle parti”; al cospetto Pirandello appare un dilettante.
Però, il settimo personaggio, quello che si palesa dopo sulla scena Pirandelliana, questa volta potrebbe non assumere le sembianze di “Madama Pace”, ma quelle dell’uomo della strada. L’effetto lo stesso: il “fuggi fuggi” generale.
Non per l’irruzione dell’enfatizzazione della trivialità, ma per la disperazione della presa di coscienza definitiva.

Come al solito, auguri a noi.