gazzella-dei-carabinieri
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Uccide, strangolandolo, il figlio di 2 anni. Piangeva perché voleva tornare dalla nonna, ma ai carabinieri racconta che è stato investito

Si chiama Infanticidio e la cronaca, purtroppo, ne parla troppo spesso. Madri che tolgono la vita ai figli, proprio così come gliel’hanno donata.

basta infanticidi (pixabay)
basta infanticidi (pixabay)

Le motivazione che spingono una donna a compiere un gesto del genere sono molteplici.

In certe circostanze, la nascita di un bambino non dona alla madre quella felicità che noi tutti ci aspettiamo; alcune madri non reggono il fatto di sentirsi inadeguate a quel ruolo e, di conseguenza, sono spinte a fare gesti inimmaginabili.

E’ stato tracciato un profilo delle madri che compiono infanticidi in Italia che ha potuto constatare che in media queste donne hanno delle caratteristiche molto simili: esse sono giovani donne di età compresa tra i 18 e i 32 anni, sposate e di nazionalità italiana. Possiedono un livello di scolarità medio e hanno un rapporto problematico e/o conflittuale con il partner. Esse compiono l’omicidio solitamente sui bambini di età inferiore ai 7 anni.

Ed è proprio quello che è accaduto a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone.

La tragedia è avvenuta ieri pomeriggio, 17 aprile. Una madre 29enne ha strangolato suo figlio di 2 anni e il movente sembra essere un banalissimo capriccio.

Il caso

Il bambino in questione, Gabriel, è nato a Sora l’11 dicembre 2016. Era stato investito, a detta della madre, ieri pomeriggio alle 16:30.

Una pattuglia dei carabinieri del paese, Piedimonte San Germano, era intervenuta sul posto con il personale del 118 facendo l’impossibile per cercare di rianimare il piccolo. Tentativi inutili poiché il piccolo era ormai senza vita.

Dopo una serie di accertamenti, sia i carabinieri che il personale del 118, sono arrivati alla conclusione che il bambino non era stato investito da un’auto in fuga, così come aveva raccontato la madre, ma è stata la stessa a strangolarlo, poco prima durante una passeggiata, presa da un raptus.

La donna avrebbe perso il controllo a causa di un capriccio del figlio che chiedeva insistente mente di voler ritornare a casa della nonna. La madre lo aveva soffocato stringendogli il collo e chiudendogli la bocca, causandone la morte per asfissia.

carcere (pixabay)
carcere (pixabay)

La salma dei Gabriel è stata condotta presso la camera mortuaria dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La donna, al termine delle formalità di rito, sarà portata presso la sezione femminile della casa circondariale di Roma-Rebibbia.