Sturaro
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Il trasferimento del centrocampista Sturaro dalla Juventus al Genoa ha sollevato forti polemiche, soprattutto all’estero.

Aggiornato 10/02/2019

L’affaire Sturaro

L’operazione economica che ha portato Stefano Sturaro a vestire la maglia rossoblù ha avuto un costo totale di 18 milioni di euro. Di questi, 1,5 milioni si riferivano al periodo di prestito, mentre i restanti 16,5 milioni il Genoa li avrebbe dovuti versare nelle casse torinesi nel momento in cui fossero scattate le condizioni decise dai due club. Si trattava dunque di un prestito con obbligo di riscatto, e non di un trasferimento secco, ma le condizioni affinché si concretizzasse questa cessione erano alquanto “blande”.

L’obbligo di riscatto

Infatti, la sola condizione per cui i Grifoni avrebbero dovuto riscattare interamente il cartellino di Stefano Sturaro, classe ‘93, erano che la squadra rossoblù avrebbe dovuto ottenere, nel periodo in cui il giocatore militava nelle fila genoane, sia che giocasse, che rimanesse in panchina o, addirittura, fuori dalle convocazioni, un singolo punto. Impresa che, per una squadra che ha conquistato più di 20 punti, non sembra essere troppo ardua.

Le critiche estere

Molti si sono schierati in maniera decisa contro questa operazione. In Germania sono arrivate pesanti accuse, di cui la più pesante arriva dal sito Transfermarkt.de. Il noto portale tedesco, primo per importanza calcistica a livello internazionale, a cui si affidano persino gli organi competenti, ha scritto, a proposito della cessione di Sturaro: – È un affare che si può fare solo in Italia. Sa di una manovra per risanare i bilanci della Juventus dopo il trasferimento di Ronaldo -.

Le critiche italiane

In Italia, a far da eco alle accuse tedesche, è intervenuto Maurizio Pistocchi che, tramite il proprio profilo Twitter, ha così annunciato – Dunque, persino in Germania l’affaire-Sturaro desta sensazione. Gli unici che non si meravigliano sono i nostri “giornali” -. Pesanti accuse da molti fronti per quest’operazione che potrebbe essere un sintomo di come il mondo del calcio stia viaggiando su un sistema economico fuori dal reale.

Aggiornamento

Sembra che, però, il DS del Genoa non ci stia. Giorgio Perinetti ha infatti tenuto a precisare che “L’acquisto di Sturaro non è stata una scelta improvvisata. È un investimento importante come quello fatto per Criscito, ed entrambi gli acquisti ci gratificano. Il suo costo? È un discorso che lascia il tempo che trova: noi guardiamo l’investimento e le collaborazioni, siamo convinti che sarà un’operazione felice sotto tutti i punti di vista. Che operazione è stata? Non possiamo dire tutto, crediamo nel recupero di un calciatore che riteniamo molto importante, i 16 milioni spesi per Sturaro renderanno di sicuro e sappiamo noi perché. Inoltre lui ha scelto di tornare e la cosa ci fa molto piacere” […] “non è fantacalcio, ma calcio vero. Non sono cambiati solo i prezzi, ma una cosa più complessa come l’ingaggio dei calciatori, che ormai sono considerati una piccola impresa individuale gestita da persone specializzate. Poi nelle scelte dei trasferimenti ci sono persone che spingono per una soluzione piuttosto che per un’altra. Non ci sono più solo le società che decidono, ma i calciatori prendono parte attivamente. Per una cessione importante non si può non tener conto della volontà del giocatore e del suo entourage”.

Parole forti che però lasciano dubbi e gettano ombre su cosa sia stato effettivamente acquistato con questi 16 milioni. A detta del DS, non solo le prestazioni di un giocatore infortunato come Stefano Sturato, ma anche collaborazioni e “qualcosa che renderà di sicuro”. Resta sempre più da chiedersi se, a questo punto, quello del Calcio sia davvero rimasto lo sport più bello del mondo.