Taranto
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A Taranto, un operaio del reparto Laf (Laminatoio a freddo) dello stabilimento ex Ilva è incorso in un sinistro che gli ha procurato la perdita di un dito del piede

La dinamica dell’incidente occorso ad un operaio nello stabilimento dell’ex Ilva di Taranto è stata fornita dal sindacato Usb.

Secondo tale report, all’interno della torneria cilindri del reparto Laf, un pesante tombino metallico sarebbe caduto sul piede di un dipendente durante un’operazione di sollevamento. Alla base del sinistro vi sarebbe stato l’improvviso cedimento della struttura portante utilizzata per eseguire tale azione. Il dipendente è stato subito soccorso e trasportato in ospedale, dove purtroppo i medici non hanno potuto evitare l’amputazione di quasi tutto un dito di un piede. L’uomo è stato sottoposto ad ulteriori accertamenti per verificare possibili altre fratture e lesioni riportate agli arti.

Le “versioni” discordanti dell’Usb e dei vertici industriali

Dura l’accusa del sindacato Usb nei confronti dei vertici dell’ex Ilva di Taranto in seguito a quest’altro incidente avvenuto in fabbrica. Secondo quanto si legge in un comunicato, infatti, quella svolta dall’operaio infortunato era un’”operazione non a procedura”, ovvero mancante di precise prescrizioni sulla sua esecuzione. Le motivazioni e la dinamica che hanno caratterizzato tale incidente, a giudizio dell’Usb, rappresentano il riflesso di quello che gli operai vivono ogni giorno: una situazione di costante precarietà ed incertezza.

La direzione dell’ex Ilva di Taranto, oggi Arcelor Mittal, a fronte di quanto accaduto, si è limitata invece a smentire in via ufficiosa il contenuto del report dell’Usb: l’operaio, secondo i vertici dello stabilimento, avrebbe riportato l’infortunio nello svolgimento di una delle sue abituali operazioni.

L’evolversi della vicenda “scuole chiuse” al quartiere Tamburi

Taranto non sembra trovare pace, ormai da diverse settimane, per vicende legate allo stabilimento ex Ilva ed in particolare alla questione inquinamento. Lo scorso 2 marzo il Sindaco Rinaldo Melucci aveva decretato la chiusura di due scuole del rione Tamburi situate nelle vicinanze delle cosiddette “collinette ecologiche”, poste sotto sequestro dalla Magistratura per la presenza di rifiuti tossici. Una decisione che ha comportato inevitabilmente il trasferimento degli studenti e dei docenti presso altre strutture cittadine.

Inizialmente l’Amministrazione Comunale sembrava intenzionata a spostare le circa 44 classi delle scuole dei Tamburi in uno o più istituti collocati in altri quartieri di Taranto, al fine di garantire il mantenimento del consueto orario delle lezioni. Tuttavia, tale decisione è stata osteggiata sin da subito dai genitori degli alunni i quali hanno attuato sit-in di protesta ed invocato un confronto diretto con i vertici di Palazzo di Città.

Alunni e docenti resteranno nel quartiere

Giunte a colloquio con l’Assessore all’Ambiente del Comune di Taranto, Francesca Viggiano, e con l’Assessore ai Lavori Pubblici, Massimiliano Motolese, le famiglie hanno ottenuto ciò che volevano, ossia che i loro figli restassero nel quartiere Tamburi. Tale scelta ha tuttavia determinato un totale o parziale stravolgimento dei tempi della didattica.

Da mercoledì 13 marzo, infatti, i ragazzi della scuola Deledda hanno ripreso le lezioni presso l’istituto Vico, entrando in aula però di pomeriggio. Particolare, invece, la situazione dell’altra scuola chiusa dei Tamburi, la De Carolis: una metà delle classi è stata traslocata all’istituto Gabelli, potendo svolgere le proprie attività didattiche in orario pomeridiano; la restante parte, invece, è stata trasferita nel plesso della Giusti, dove si alterneranno con le classi di quest’ultima in turni mattinieri e pomeridiani almeno sino al prossimo 31 marzo.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.