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Truffe, acquisto di armi e propaganda terroristica sono solo alcune delle attività illecite condotte su Telegram.
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Truffe, acquisto di armi e propaganda terroristica sono solo alcune delle attività illecite condotte da cybercriminali utilizzando la piattaforma Telegram.

Questo è il risultato della ricerca condotta dalla società Check Point Software Technologies. Secondo la società israeliana, leader nel settore della sicurezza, il lato oscuro di Telegram trova fondamento nelle sue caratteristiche tecniche.

I punti di forza

Il grado di riservatezza, assicurato da un sistema di crittografia end to end praticamente impenetrabile e l’assoluto anonimato, garantito dalla possibilità di contattare gli utenti senza necessariamente scambiarsi alcun recapito telefonico, rendono questo sistema di comunicazione assolutamente perfetto.

Difatti, molti hacker internazionali lo utilizzano, preferendolo di gran lunga ai vecchi canali “segreti” quali Deep Web o Dark Web.

Canali segreti dove si effettuano transazioni illecite

La ricerca della Check Point Software Technologies, rivela che ci sono dei particolari canali su Telegram come “Dark Jobs”, “Dark Work” e “Black Market” nei quali si trovano offerte per lavori illeciti, per di più, gli annunci lavorativi sarebbero anche contrassegnati, a seconda della pericolosità, con diversi colori. Inoltre all’interno di queste chat è possibile reperire armi e documenti contraffatti.

È evidente, che queste attività sono particolarmente pericolose e contribuiscono alla proliferazione di organizzazioni criminali o terroristiche, tuttavia la comunità internazionale è alla continua ricerca di mezzi efficaci per contrastarle.

La Russia, ritenendo Telegram pericoloso per la sicurezza nazionale, ne ha bloccato l’utilizzo finché non saranno consegnate al Governo le chiavi crittografiche che danno libero accesso alle conversazioni degli utenti.

Ovviamente non tutti gli utenti di Telegram sono criminali incalliti, al contrario, molte persone, spinte da un desiderio di sicurezza, la utilizzano solo e soltanto allo scopo di assicurarsi un po’ di privacy. In un mondo dove si è sempre sotto l’occhio indiscreto del “Big Brother” in alcuni casi fa piacere mantenere qualche piccolo innocuo segreto.

Nonostante quanto emerso dal report, Telegram rappresenta, comunque, un utile strumento di connessione tra gli individui ed anche un ottimo mezzo per garantire un’informazione indipendente, se utilizzato correttamente.

Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.