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Tempus fugit

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Stagnante situazione, ma nessuno sembra accorgersene

La strada da percorrere, per ridare credibilità alla politica, è rimettersi al lavoro, con impegno, verso nuove mete, con il convincimento che le esigenze, cui il Paese deve avere celere riscontro, sono obiettivi primari e improcrastinabili. Da tempo.
Dimostrare  consapevolezza di scelte e di valutazioni, senza inseguire interessi, personali o di parte, lucrando su un vissuto che, tuttavia, dovrebbe essere di lezione, per poter ambire al rilancio di valori.

Senza calcoli di comodo e senza paure recondite.Se non è possibile condividere per ideologie, si cerchi di collaborare per cultura; se non si può arrivare al risultato, collaborando sinergicamente, si coniughi la progettualità con la coerenza, per riaffermare il rilancio.

Inutile nascondersi la verità dei fatti, con editti intrisi di demagogia in nome del Bene Comune, non si raggiunge alcun obiettivo. Altro tempo prezioso sta trascorrendo e, nel mentre, una non ancora ben compresa “passerella” riempie un tempo, ancora vacante di percepibili evoluzioni positive.

Manca la concretezza

Oggi, nell’ottica di imminenti tornate elettorali territoriali,  le alternative sembrano tra conflittualità, su nominativi da mettere in campo e alleanze, rispetto al contesto nazionale, assai dispersive. Un altro ingrediente non indicato, forse anche sgradevole, per ciò cui necessita il Paese.

E’ vero che qualcosa forse non ha funzionato e, con un paragone calcistico, potremmo dire che in  una squadra il leader è colui che condivide e partecipa alle esigenze del gruppo, determinandone l’atteggiamento in campo e fuori.  Il leader, o il capitano se suona meglio,  non personalizza, coinvolge ed è capace anche di accettare la ragione contraria senza, farne un fatto personale.

Ma, a quanto sembra, le trascorse dolenti note non hanno fornito adeguate esperienze. Tradire le consapevolezze, che dovrebbero essere parte integrante di questa  nostra realtà,  non è un’appassionate opera.

Nel rispetto dei valori, indispensabili in certi frangenti, e al di là di ogni diaspora, priva di qualunque connotazione di lealtà e uniformità, bisogna profondere impegno e coerenza per dare informazioni corrette, senza leggere i risultati a seconda di personalismi e utilità, mirati esclusivamente a reggere interessi di scelte evidentemente sbagliate.

Evitare i personalismi, privilegiare le urgenze

Non vuole essere un messaggio criptato, ma solo una constatazione dei fatti; è evidente come chi, rinverdito da una rinnovata – anche se assai stramba e strana – alleanza, sia orientato a personalizzare, a proprio uso e consumo,  gli effetti di un momento politico, asfittico, spento e privo di slanci, ma assai decisivo per il futuro del Paese.

Bisogna, tuttavia,  affrontare il tutto con estrema determinazione e con decisioni dirimenti. Non serve la promulgazione, avulsa da tangibilità. Era chiaro a tutti come non esistessero ricette miracolose, ma ci si attendeva un sostegno assai più consistente ed un’efficienza molto più fattiva.
Invece attendiamo, continuiamo ad attendere; il Paese resta in perenne attesa.
Prove e riscontri latitano, ma le parole continuano ad abbondare.
Auguri a noi.

 

Raimondo Miele