Due normalissimi ragazzini hanno evitato un tentativo di strage in Lombardia
Due normalissimi ragazzini hanno evitato un tentativo di strage in Lombardia
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Dobbiamo a due piccoli eroi se la tentata strage di ieri, 20 marzo, non ha avuto conseguenze tragiche

Aggiornamento delle ore 15:24

Sy ha dichiarato che il suo intento era quello di usare i bambini come scudi umani e ostaggi  per recarsi a Linate e da lì prendere un aereo per recarsi in Africa

Ouesseynou Sy, l’autista di bus e autore di una tentativo di strage,  era intenzionato a morire e a portare con se 51 bambini. L’uomo, italiano di origini senegalesi, aveva precedenti per abuso su minori e guida in stato di ebrezza.

Ciononostante aveva un bus e portava bambini in giro con il suo mezzo. Veicolo che ha dato dare ieri, 20 marzo, alle fiamme (con dentro i bambini)

Un video inchioda Sy alla tentata strage

Sy avrebbe postato un video da lui postato sul suo canale privato di una piattaforma web e inviato ai suoi conoscenti nelle sue due patrie: il Senegal e l’Italia.

Le forze dell’ordine stanno cercando di acquisire il video-messaggio in quanto prova ulteriore delle intenzioni omicide del mancato assassino.

Nel messaggio sarebbero spiegate le ragioni dell’eclatante gesto. Motivi spiegati anche agli inquirenti: con questo gesto, Ouesseynou voleva dare un forte segnale all’Africa e agli africani, affinché questi ultimi restino in Africa così da non morire nel Mediterraneo.

I due piccoli eroi

I due piccoli eroi ai quali i loro compagni devono la vita si chiamano Riccardo e Rahmi. Uno è già italiano, l’altro non ancora. Uno è cristiano (probabilmente), l’altro è di fede islamica.

Nei banchi di scuola, grazie alla Cultura che unisce e no divide, sono diventati amici e la loro amicizia ha salvato loro la vita e non solo a loro.

Riccardo è riuscito a recuperare un cellulare, l’unico ancora in mano ai ragazzini visto che Sy se li era fatti consegnare tutti. Rahmi ha effettuato, invece, la telefonata al 112 che ha allertato i carabinieri.

Il piccolo è riuscito anche ad avvertire il padre grazie ad uno stratagemma geniale. Fingendo di pregare in arabo, è riuscito a comunicare al padre la situazione.

Per tutte le novità su questo caso rimanete sul nostro giornale.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.