Stephen_King_-_2011 (Fonte Wikimedia Commons)
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Non soltanto Stephen King appare in un cameo del nuovo film su IT ma avrebbe dovuto esserci anche il figlio. Una teoria al riguardo

Stephen King è uno dei più celebri scrittori dell’Horror contemporaneo, con all’attivo celebri titoli come Shining e per l’appunto IT. Le sue opere principali sono state trasposte in innumerevoli pellicole, l’ultima delle quali è IT Capitolo Due (in Italia è uscito il 5 settembre).

Stephen King è riuscito a partecipare a questo film con un breve cameo. La teoria di cui vi parleremo deriva dal fatto che il figlio dello scrittore statunitense, Joe Hill, avrebbe dovuto girare una scena nella quale avrebbe dovuto interpretare il padre da giovane.

IT Capitolo Due

Il cameo di Stephen King

Il maestro della paura ha interpretato il ruolo di un antiquario di Derry, la cittadina del Maine dove ha fatto la tana IT. L’uomo, del quale non sappiamo il nome, ha uno scambio di battute con Bill Denbrough, magistralmente interpretato da James McAvoy. Oggetto del contendere è la vecchia bicicletta utilizzata da Bill quando era bambino.

Alla conclusione della trattativa il mitico King riesce a spillare a Denbrough, affermato scrittore noto per i suoi finali non molto amati, ben 300 dollari per una bici mezza rotta.

Joe Hill avrebbe dovuto girare la scena nella quale Bill ricorda di essere già entrato nel negozio con quando il Club dei Perdenti ha affrontato per la prima volta il terrificante IT.

La nostra teoria

Ad opinione di chi scrive questo articolo proprio il cameo tagliato del figlio di King potrebbe rappresentare un utile indizio per una simpatica teoria. E se l’antiquario fosse stata un’altra rappresentazione di IT, essere che prende le sembianze di ciò che ci fa paura?

Sarebbe stato un grande colpo di genio se Stephen avesse, alla fine, interpretato proprio una delle sue più celebri icone. Purtroppo, la mancanza del secondo cameo ci impedisce di sapere se questa nostra teoria è valida o meno.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.