Terremoto dell'Aquila
Sono passati 10 anni dal terremoto dell'Aquila
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Sono già passati, tra ricostruzione e processi, 10 anni dal terremoto dell’Aquila. Il sostegno alla popolazione di Conte e di Mattarella

Era la notte del 6 aprile 2009 quando il terremoto dell’Aquila sconvolse la città e i suoi abitanti.

Alle ore 3.32 di quel nefasto giorno si riscontrò una forte scossa pari a magnitudo 6.3 che portò a un bilancio di vittime terrificante oltre che a ingenti danni a case, chiese e monumenti: 309 vittime, 1600 feriti e 10 miliardi di danni.

Sono passati 10 anni da questo evento, ma le cose sono migliorate?

Terremoto dell’Aquila: dopo 10 anni ancora tanto da fare

Quando accadono queste disgrazie, la paura dei cittadini riguarda il tempo della ricostruzione e la possibilità di tornare al più presto alla normalità ma fin da subito la situazione apparve più complicata del previsto.

Per prima cosa il problema dello smaltimento di più di un milione di tonnellate di macerie nel centro storico dell’Aquila, per le quali vincoli di legge e mancanza di depositi di stoccaggio e smaltimento ne hanno ritardato la rimozione posticipando l’inizio della ricostruzione vera e propria.

A due anni dal sisma il centro storico non risultò ancora completamente riaperto al transito pedonale (aperti solo i percorsi principali) sia per la faticosa rimozione delle macerie sia per la messa in sicurezza degli edifici lesionati nelle strade e vicoli più stretti.

Fu stilata una lista di 45 monumenti da restaurare.

A causa di processi per mafia e della commissione Grandi Rischi e della lentezza della burocrazia, soltanto nel 2015 i lavori di ricostruzione riebbero un nuovo deciso avvio.

Oggi ci sono dei paesi ricostruiti e altri ancora in alto mare. Nel centro storico del capoluogo abruzzese vediamo ancora le gru e, cosa più negativa, è che ancora 3000 famiglie non sono rientrate nelle loro case.

Terremoto dell'Aquila
Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di vicinanza alla popolazione. Foto da Zetanews.it

Le dichiarazioni dei politici

In questa giornata di memoria anche molti politici hanno voluto rilasciare una dichiarazione.

Il premier Giuseppe Conte si è recato nelle zone terremotate dichiarando:

“Abbiamo lavorato a un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio contro i rischi del dissesto idrogeologico, intervenire successivamente è sempre peggio che intervenire prima. Sono già stati stanziati tre miliardi per quest’anno, che sono stati distribuiti alle Regioni, per il prossimo triennio sono stati stanziati 11 miliardi.”

Su Facebook ha poi pubblicato il seguente post:

“La ferita di una comunità locale è una ferita della comunità nazionale. Sono passati 10 anni dal sisma de L’Aquila e ancora oggi abbiamo il dovere della memoria. Tanti hanno perso persone care, in molti continuano a soffrire. A tutti loro, in questa giornata di ricordo, mi stringo con un caloroso, sentito abbraccio.”

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato il seguente messaggio:

“Sono trascorsi dieci anni da quel tragico 6 aprile che sconvolse L’Aquila. Il terremoto provocò morte e distruzione, colpì al cuore l’intero paese, lasciò segni profondi e dolorosi che il tempo e l’impegno umano hanno in parte lenito ma mai potranno cancellare. Nel giorno del decennale il primo pensiero va alle vittime, al lutto straziante dei familiari, ai tanti sfollati, alle molteplici ferite inferte alle comunità. La Repubblica non dimentica. E, personalmente, desidero rinnovare ai cittadini di tutti i comuni colpiti i miei sentimenti di vicinanza e solidarietà”