Matteo Renzi abbandona il PD
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Matteo Renzi abbandona il PD e annuncia un nuovo laboratorio politico: le dichiarazioni dell’ex Premier e le reazioni nel Partito Democratico

Un autentico terremoto scuote la scena politica italiana: Matteo Renzi abbandona il PD e preannuncia la nascita di gruppi autonomi alla Camera ed al Senato già nel corso della settimana. I malumori interni al Partito Democratico, ulteriormente acuiti dopo la sofferta scelta di appoggiare il Governo ”Conte bis” assieme al Movimento 5 Stelle, hanno condotto dunque allo strappo definitivo.

Matteo Renzi sembra non credere più al progetto di un grande partito popolare modellato sul modello americano. Renzi ha individuato le cause di debolezza del suo ex partito nelle continue lotte interne tra correnti che, a suo dire, continuano a dilaniare il PD, limitandone le possibilità d’azione.

Matteo Renzi abbandona il PD, ma conferma il suo appoggio al Premier Conte

L’ex Premier e segretario del PD ha subito gettato acqua sul fuoco, confermando l’appoggio del neonato gruppo parlamentare al governo Conte. Il senatore ha confermato che appoggerà tutte le decisioni dell’esecutivo, comprese quelle che non lo convincono fino in fondo, ad esempio il disegno di riforma della legge elettorale.

Anzi, secondo Matteo Renzi, la scissione apporterà benefici al Governo, con la possibilità di un ulteriore allargamento della base parlamentare a sostegno dell’esecutivo. Il senatore ha precisato che la scelta di abbandonare il PD apporterà benefici anche allo stesso Partito Democratico, all’interno del quale in molti lo hanno spesso considerato come una sorta di intruso. Secondo Renzi, le continue discussioni interne erano ormai divenute fonte di estrema debolezza per il PD.

Parole confermate da Ettore Rosato, uno dei deputati che ha scelto di abbandonare il PD per seguire Matteo Renzi. Secondo Rosato si tratta di una scelta foriera di sviluppi positivi per lo stesso Partito Democratico, depurato da quella che veniva ormai considerata come una sorta di opposizione interna.

I fuoriusciti dal PD dovrebbero essere circa trenta. Obiettivo del nuovo movimento politico sarà una lotta senza quartiere al populismo e, in particolare, alla Lega di Matteo Salvini.

Addio Renzi: le reazioni all’interno del PD

Unanime condanna da parte degli esponenti di spicco del Partito Democratico per la decisione di Renzi di abbandonare il PD. Il Segretario Zingaretti ha espresso il suo dispiacere ed ha giudicato la scelta di Renzi un grosso errore. Secondo Vincenzo Amendola, neo Ministro per gli Affari Europei, non è condivisibile abbandonare la comunità politica a favore di una scelta leadership.

Anche l’ex Ministro Calenda critica la scelta di Matteo Renzi, giudicandola incoerente col percorso seguito fino ad ora dall’ex Premier. Calenda aveva a sua volta abbandonato il Partito Democratico qualche settimana fa, criticando aspramente l’accordo di governo con il Movimento 5 Stelle, sostenuto invece da Matteo Renzi.

Anche Dario Franceschini critica la scelta di Renzi e spiega che adesso il Partito Democratico deve esclusivamente pensare al futuro. Un secco no è giunto anche da Matteo Ricci, Sindaco di Pesaro ed ex renziano di ferro, che ha criticato la scelta divisiva dell’ex Premier. Ricci ha auspicato che tutti i sindaci del PD restino nel partito.