Diciotto anni fa, l’attentato terroristico alle Twin Towers, cambiò radicalmente e per sempre il nostro modo di vivere. Il terrorismo islamico fa propaganda sul web
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Diciotto anni fa, l’attentato terroristico alle Twin Towers, cambiò radicalmente e per sempre il nostro modo di vivere

Prima del rovinoso attentato alle Torri Gemelle l’ossessione per le misure di sicurezza e le preoccupazioni legate alla possibilità di attentanti erano circoscritte a determinati paesi. Da quel giorno nefasto, invece, la società occidentale si è resa conto della propria debolezza e la lotta al terrorismo è diventata la priorità di tutti i governi.

Cyber-terrorismo la nuova frontiera del proselitismo

Dall’ 11 settembre ad oggi, il terrorismo internazionale è cambiato. I jihadisti fanno sempre maggior uso degli ultimi ritrovati tecnologici per formare nuovi adepti, addestrarli, per estendere le proprie reti di contatti e scegliere gli obiettivi da colpire. Il web rappresenta, oggi, il moderno campo di battaglia, dove la sicurezza nazionale ed internazionale è messa in serio pericolo.

Propaganda

Lo scopo primario del cyber-terrorismo è ovviamente la propaganda. L’uso dei social media è il modo più  semplice ed efficace per attirare ogni giorno nuovi affiliati. Tuttavia, quella attuata dai terroristi non è mera propaganda fine a se stessa. I messaggi di proselitismo sono veicolati in una strategica rete di comunicazione, la quale è in grado di diffonderli efficacemente in tutto il mondo e raggiungere migliaia di persone. L’attività di reclutamento non è limitata alla pubblicazione di messaggi o discorsi di leader jihadisti ma viene accompagnata da video creati ad hoc per evocare paura e motivare i propri membri, in alcuni ad esempio vengono mostrati i campi di addestramento in altri i simboli della cristianità o più in generale quelli occidentali vengono distrutti o sovrastati da bandiere nere (simbolo dello stato islamico). Non solo, per avvicinarsi ai piccoli e convincerli a combattere in alcuni casi vengono addirittura usati i cartoni animati.

Comunicazione e coordinamento

La strategia di comunicazione viene stabilita da pochi uomini posti al vertice che determinano le attività da portare avanti sul web, tuttavia, i singoli reclutatori possono agire da qualsiasi luogo e sono del tutto autonomi. Grazie a questo tipo di struttura asimmetrica i terroristi di matrice islamista e l’ISIS, in particolare, hanno assunto una connotazione e rilevanza internazionale, forse addirittura maggiore di quella di Al Qaida.

Spesso per coordinare le proprie attività i terroristi utilizzano molteplici social-media, tra i più usati c’è Telegram, che assicura la crittografia dei messaggi tra gli utenti. la crittografia è un elemento essenziale nelle app di messaggistica utilizzate dai terroristi, che le usano per comunicare e fornire indicazioni sia per gli attacchi che per il supporto logistico.

Finanziamenti

Attraverso il web le organizzazioni terroristiche riescono a veicolare ingenti somme di denaro, soprattutto grazie all’uso delle criptovalute. Secondo gli esperti, gli introiti maggiori deriverebbero da enormi quantità di denaro che lo Stato islamico  ha riciclato, nel corso degli anni, in attività di copertura, svolte prevalentemente nei Paesi mediorientali.

I mezzi di contrasto al terrorismo

Abbiamo visto come il cyber-terrorismo rappresenti sempre più una minaccia per la sicurezza nazionale ed internazionale. Quali sono le tecniche utilizzate per contrastare questo fenomeno?

Nella maggioranza dei casi le azioni sono affidate alle singole nazioni e non risultano molto efficaci. Basti pensare che nella parte dei casi si tratta di paesi molto poveri come Niger, Ciad, Nigeria, Iraq, Siria, dove frequentemente i governi devono affrontare insurrezioni, per cui gli sforzi per debellare la radicalizzazione sono molto ridimensionati.

Un altro espediente utilizzato dalle piattaforme digitali è la chiusura delle pagine web inneggiati al terrorismo, tuttavia, tale misura non è preventiva ma viene adottata solo quando il messaggio è stato già caricato sul web e letto da migliaia di utenti. L’unica alternativa possibile è un lavoro coordinato delle intelligence mondiali al fine di ridurre l’espansione di tale fenomeno.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.