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Uno degli ultimi titoli targati Square Enix sembra non convincere il pubblico: che sia stato un fallimento totale?

The Quiet Man non sembra affatto essere un videogame. Piuttosto, ricorda un lungo film dalla durata di circa 3 ore in cui si mescolano realtà e mondo virtuale.

La casa produttrice Square Enix pare che questa volta abbia fallito.

Il gioco è fin troppo mediocre e semplice per essere attribuito al marchio della casa giapponese.

In The Quiet Man si guarda molto e si gioca poco, infatti sono rari i momenti in cui si passa all’azione.

L’unica caratteristica peculiare del gioco è il  protagonista Dane, un ragazzo audioleso che accompagnerà il player lungo tutta l’avventura.

La particolarità del videogame sarà quella di assumere il controllo totale di Dane e ascoltare i suoni allo stesso modo in cui li percepisce lui.

the quiet man fight

In pratica il giocatore dovrà imparare a capire come comunicare con gli altri personaggi, dal momento che il giovane protagonista ne legge semplicemente il labiale.

Questa novità del gioco non è molto intuitiva. Il player non capirà cosa gli stanno comunicando gli altri personaggi, ma nemmeno potrà leggere e conoscere ciò che dice o pensa Dane dal momento che mancano i riferimenti testuali.

The Quiet Man: tutto da rifare!

L’obiettivo di far assumere al giocatore il punto di vista del protagonista è stato impostato in maniera poco attenta.

The Quiet Man sembra essere un banalissimo gioco a cui è stato semplicemente tolto l’audio, conferendo al tutto un’atmosfera fastidiosa.

Anche le scene di azione non sono state sviluppate molto bene, a tratti sembrano essere incomplete e distorte.

the quiet man- Dane

Il protagonista sarà dotato di un potere che gli consente di focalizzare il punto preciso in cui dirigere i sui attacchi (pugni e calci) e schivare quelli degli avversari.

Tuttavia, le scene di combattimento sono piuttosto ripetitive e incoerenti.

Nei combattimenti con i boss non vi è fluidità nelle azioni, molto spesso non è ben chiaro quali tipi di colpi siano realmente efficaci e quali no.

Si può ipotizzare che la Square Enix abbia previsto un budget ridotto per la produzione del gioco che è stato rapidamente esaurito: per questo, il risultato finale è piuttosto sciatto.

Nonostante ciò, il gioco presenta degli scenari molto curati e pieni di dettagli, mentre il resto sarebbe tutto da rivedere.

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Sarnataro Carla, nata a Villaricca il 21 giugno del 1993, ha conseguito il diploma nel 2012 presso il Liceo scientifico A.M. De Carlo a Giugliano, mentre la Laurea Triennale in Scienze e Tecniche psicologiche nel 2015. A luglio 2018 ha conseguito la Laurea Magistrale con lode in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La scrittura è una passione recondita che pian piano sta fiorendo attraverso diversi sbocchi; la lettura l’accompagna sin da piccola insieme ad altre passioni artistiche come la pittura e il disegno.