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Aumenta il numero di chi controlla il partner attraverso telefoni e chat

Procedendo per ostinati tentativi, siete riusciti a trovare la password del vostro partner e a leggere la sua posta privata? Approfittando di quando dorme o fa la doccia, rubate il cellulare alla vostra ragazza per dare un’occhiata alle ultime chiamate e messaggi (così, tanto per stare più tranquilli)? Non preoccupatevi: siete in buona compagnia! Innamorati gelosi e diffidenti oggi hanno vita facile grazie alla tecnologia: i social network diventano un’arma per chi non riesce mai ad abbassare la guardia, ma rappresentano (d’altro canto) una minaccia per la privacy delle persone.

L’analisi

Un recente studio promosso dal sito Bankmycell ha fotografato una situazione piuttosto inquietante. Gli analisti hanno intrapreso la ricerca per conoscere il numero di persone avvezze a spiare il partner attraverso il cellulare. Ebbene, il 68% degli uomini ha apertamente dichiarato di essere un infiltrato abituale, contro il 52% delle donne. In pratica, la nostra è una generazione di inquisitori.

Scoprire il tradimento

Bankmycell ha chiesto agli intervistati come mai abbiano l’abitudine di spiare: l’89% degli uomini e il 70% delle donne ha risposto, prevedibilmente, che lo fa per scoprire se è stato tradito. Solo il 30% dei campioni femminili ha dichiarato di farlo «così, per essere ficcanaso». Tra i contenuti sbirciati nel telefono del partner, esiste un primato assoluto: il 62% degli uomini e il 64% delle donne afferma di controllare i messaggi WhatsApp.

Gli esiti

Infine, il 50% dei maschi ha dichiarato di conoscere il passcode del proprio partner, mentre il 38% ha ammesso di controllare il telefono senza chiedere permesso al legittimo proprietario. L’analisi non poteva che concludersi con il quesito fatidico: «Hai mai scoperto qualcosa di incriminante?». Il 46% degli uomini e il 49% delle donne ha risposto di sì: triste ammetterlo, ma dati del genere incentivano gli spioni a continuare.

L’articolo riportato dal sito tech.everyeye.it contiene i dati forniti da Harriet Clarke di Bankmycell.

I miei genitori mi diedero due nomi, Giovanni e Luca: idea elegante, ma poco pratica. Per fortuna, rimediarono soprannominandomi in modo più semplice Gianluca. Ho 38 anni e sono un ragazzo della provincia: Palma Campania, precisamente; scoprire dove si trovi è una sfida avvincente. La mia attività principale è subire le conseguenze dell'essermi abilitato giornalista professionista. Dopo aver maturato alcune esperienze in redazioni radio e TV, oggi scrivo di spettacoli, televisione e teatro principalmente, sebbene ami molto di più il cinema: l'importante nella vita è fare scelte coerenti. Per PSB Privacy e Sicurezza, mi occupo di tecnologia e video game, mantenendo l'obiettivo di informare e, nel contempo, aprire una finestra di aria fresca e leggera sulle notizie.