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A due mesi circa dalla sentenza del tribunale che ordinava ad Autostrade di spegnere gli apparecchi, avendone copiato il brevetto alla Craft, la società annuncia l’installazione di un nuovo sistema che calcolerà la velocità media di percorrenza.

Si avvicina l’estate, e l’importanza di una rete autostradale sicura diventa ancora maggiore, in vista degli spostamenti in contemporanea di centinaia di migliaia di italiani verso le località di mare o le città d’arte. È per questo che Autostrade si sta mettendo in moto per intervenire da luglio al fine di porre rimedio al vero e proprio pasticcio che ha portato, attualmente, la rete stradale a essere scoperta dal sistema di controllo di velocità Tutor. La società interviene, a dire il vero, con qualche mese di ritardo, affidandosi però a un nuovo sistema tecnologico che potrà garantire risultati ancora maggiori rispetto al passato.

La sentenza del tribunale di Roma

Risale allo scorso aprile la sentenza della Corte d’Appello di Roma che intimava ad Autostrade di fermare a effetto immediato le rilevazioni della velocità tramite Tutor, distruggendo gli apparecchi, essendo stato il brevetto che ne regola il sistema copiato da quello di una piccola azienda toscana, la Craft, fondata da un ex tecnico della Galileo Romolo Donnini, assistito dal professor Vincenzo Vigoriti e dall’avvocato Donato Nitti. Nella stessa sentenza, si ordinava ad Autostrade di astenersi, per quanto riguarda il futuro, di “fabbricare, commercializzare e utilizzare il sistema in violazione del brevetto”.

In un primo momento, Autostrade aveva annunciato che non avrebbe rimosso i Tutor fino all’installazione di un nuovo sistema, dichiarandosi pronta a pagare l’ammenda di cinquecento euro quotidiani per ogni giornata di ritardo nella rimozione. Ma nei fatti non sembra essere andata così: secondo indiscrezioni, attualmente, su gran parte della rete autostradale i Tutor sarebbero stati spenti, come dimostrerebbe anche il grosso aumento delle postazioni di controllo mobile, che sarebbero state messe in campo in attesa dell’installazione delle nuove apparecchiature. Installazione che, finalmente, dovrebbe avvenire entro l’inizio del prossimo mese.

Il sistema Tutor e i suoi risultati

Dal momento della sua introduzione, oltre dieci anni fa, i risultati in tema di sicurezza stradale sono stati importantissimi, grazie alle installazioni dei Tutor. Il numero dei morti per incidenti stradali è stato infatti ridotto del 70%, inculcando negli automobilisti italiani una certa cultura del rispetto del limite di velocità.

Il sistema che regola le apparecchiature è in fondo molto semplice, come speso accade per le cose efficaci: un dispositivo legge le targhe dei veicoli in transito su un determinato tratto della rete stradale, collegando due postazioni con un elaboratore centrale. Quell’elaboratore calcola il tempo di percorrenza del veicolo e rileva le violazioni dei limiti. Un’idea che però, secondo il tribunale, appartiene alla Craft, e di cui Autostrade non può più beneficiare.

Gli scenari futuri e le nuove tecnologie

Cosa succederà ora? Proprio qualche giorno fa Autostrade ha annunciato di essere pronta a partire con l’istallazione dei nuovi Tutor, glissando sul fatto che la rete sia stata in gran parte “scoperta” (fatta eccezione per le postazioni mobili) negli ultimi due mesi. Del nuovo sistema di vigilanza non si sa moltissimo. La differenza principale rispetto al vecchio è che i nuovi Tutor non calcoleranno la velocità di percorrenza ma la velocità media tenuta durante il tragitto. Si tratta di un sistema che era già stato analizzato e approvato dal Ministero dei Trasporti nel maggio 2017, nel pieno del contenzioso tra Autostrade e la Craft. Sono stati però necessari alcuni ulteriori passaggi, dal momento della sentenza, per rendere il sistema effettivo e per la materiale installazione degli apparecchi.

“I nuovi tutori si basano su un sistema tecnologicamente innovativo, capace di accertare le multe con un grado di errore prossimo allo zero. Li stiamo installando di notte per creare meno disagi alla circolazione. Saranno attivi a partire da luglio, giusto in tempo per l’esodo estivo”, ha spiegato il prefetto Roberto Sgalla, direttore delle Specialità della Polizia di Stato. Il sistema si baserà su una rete di apparecchiature che registrerà tutti i mezzi in transito e poi trasmetterà in tempo reale i dati criptati a un portale, che li elaborerà rilevando le infrazioni. I tratti autostradali coperti da queste prime istallazioni saranno circa trenta, mentre entro la fine dell’anno si procederà con la copertura totale di tutta la rete.