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La realtà emerge oltre ogni descrizione

La situazione sta evolvendo, davvero, oltre ogni previsione; l’immaginazione, cui in molti non osavamo sospettare, si sta materializzando e, ormai, siamo a fine giugno.
Un “Rilancio”, con 266 articoli che necessitano di decreti attuativi e di cui, tra l’altro, 75, a quanto si paventa, potrebbero non vedere mai la realizzazione, attende di trovare concretizzazione, ma già sono preannunciati oltre mille emendamenti.

In sintesi, siamo ancora al punto zero. Non appaiono all’orizzonte altri appigli cui aggrapparsi; per spiegare l’indecifrabile, per risolvere l’incomprensibile, per chiarire l’inammissibile. L’economia è a pezzi, ma le chiacchiere straripano, tra disappunti sparsi, palesi e pericolosi. Il bandolo della matassa è sempre più complicato, il venirne a capo resta un autentico mistero.

Ambiguità delle narrazioni

I “pasticci” si moltiplicano, con evidenze che non connotano nessuna intenzione di rapide risposte; spiegazioni arcane si susseguono, con un unico punto in comune: scaricarsi responsabilità vicendevolmente. La cassa integrazione, ad esempio, ha già mutato procedura tre volte e, a tutt’oggi, non si sono avuti riscontri tangibili.

Enfasi smisurata nella comunicazione; sintesi di risoluzioni, esplicate per imminenti, non previste in dirittura di arrivo a breve termine; strumenti, che già in periodi normali stentavano, assolutamente inadeguati alla gestione della criticità attuale. Il Paese sembra attendere la cuccagna dall’Europa, ma non ci si rende conto – a quanto si percepisce – che la stessa Europa attende tangibili segnali di fattività.

Da ciò che è dato comprendere, siamo a discorsi e parole. O, forse, a pensieri e parole, con tutto il rispetto per il compianto, grande, Lucio Battisti.
Il “vil denaro” non arriverà se non si daranno segnali, chiarie e precisi, di aver redatto un piano dettagliato; da questo punto non si scappa e, se ancora non fosse chiaro, dallo stesso punto necessita partorire un piano di riforme. A largo respiro e che, nel contempo, dia sufficienti garanzie a supporto dell’appoggio franco-tedesco.

Se tali “indizi” non saranno considerati, l’Europa difficilmente si accontenterà.
Lucia De Martino