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Decreto liquidità
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Il Decreto Liquidità è un documento di grande importanza. Alcuni spunti per comprenderlo meglio 

Facciamo il punto sul delicato rapporto tra imprese e banche.

Il mondo delle imprese in grande difficoltà

Nella corsa disperata di imprenditori e professionisti, verso i finanziamenti messi in campo dalle banche, che, con i due decreti emanati dal Governo, hanno ampliato la possibilità di essere garantiti, l’ostacolo più difficile da oltrepassare è quello, come al solito, della consulenza prestata per il raggiungimento della tanto ambita liquidità.

E’ proprio il sistema bancario che, messo alle corde, cerca di sfruttare i due decreti a proprio uso e consumo cercando di convincere i propri clienti a ripianare con nuovi finanziamenti, quelli già in essere; come dire a chi sta affogando che gli lanci un salvagente piuttosto che farlo salire su una scialuppa.

Necessario precisare

La difficoltà di comprensione dei decreti emanati, molto spesso fa sì che il gestore,  o l’operatore bancario, non sia a conoscenza dei vari contenuti dei decreti facendosi quindi portavoce di direttive scaturite dalle varie direzioni crediti, che naturalmente tendono a sanare o a garantire posizioni pregresse con una eventuale erogazione di liquidità.

Chiariamo bene le cose sul “Decreto Liquidità”

Oggi i vari istituti di credito stanno pendendo in esame soltanto operazioni  sancite dal DCPMDecreto Liquidità”, per un Max del 25% del fatturato ed un massimo di 25.000 euro  esaminati in maniera semplificata nel merito creditizio e con una garanzia del medio credito al 100%, solo a clienti già correntisti della banca; su questo già si e molto operativi e si spera che nelle prossime settimane si possano erogare le prime somme, che in alcun modo dovranno essere utilizzate obbligatoriamente  a sanare vecchie debitorie.

Per quanto concerne queste ultime, vecchie debitorie non assistite in precedenza con garanzie dello Stato, possono essere rinegoziate a patto che venga erogata almeno il 10% di nuova liquidità. Ma per tali operazioni,  almeno al momento,  non sono ancore prese in considerazioni , in quanto pare che gli accordi e le modulistiche non siano ancora pronte.

Marco Nicotra